A noi

Questa riflessione la dedico a tutte le persone particolarmente espansive, a chi come me vive di chiacchierate con qualsiasi persona, a chi si sente a suo agio nel mostrare parte dei propri pensieri agli altri senza vergogna.

Partiamo con il primo punto. Siamo in grado di comunicare con chiunque in qualsiasi momento, tirando fuori il meglio e il peggio di noi. Saremmo capaci di smutare un muto, di coinvolgere anche la persona più introversa che si sia mai vista sulla faccia della Terra, di far aggiungere persone a caso al trenino durante le cerimonie.

Punto secondo: l’effetto che abbiamo sugli altri. Non sempre è così positivo come si potrebbe immaginare. Decine e decine di persone sono venute a dirmi: “Non sei felice che tutti vogliano parlare con te, che tutti si sentano bene con te?” Non è assolutamente così che stanno le cose. Magari le persone parlano con noi espansivi per gentilezza, per occupare il proprio tempo. Certo, riusciamo anche a distrarre, a rallegrare gli altri ma ci sono sempre quelle persone che detestano la compagnia, che vorrebbero solo starsene per i fatti loro, che vorrebbero non aver mai prenotato in un luogo di vacanza pieno zeppo di animatori impiccioni.

Punto terzo: noi come ci sentiamo, invece? Prima parlavo con una mia amica al telefono e mi chiedeva se mi piacesse un ragazzo con cui ho parlato per gran parte della serata. Io le ho risposto prontamente che non lo so, che non necessariamente se parlo diverse ore con qualcuno io voglia iniziare con questa persona un rapporto sentimentale. Magari sì, magari no. Come tutte le relazioni, tempo al tempo. Per me ma credo anche per gli altri esemplari espansivi, non è mai assolutamente semplice capire se proviamo qualcosa per qualcuno semplicemente parlandoci. Proprio perché si tende a parlare con chiunque quasi senza distinzioni non possiamo capire, attraverso specifici segnali verbali, chi vorremmo che fosse la persona con cui stare per il resto dei nostri giorni, al di là del parlare, in quanto i fondamenti di una relazione sono ben altri. Per quanto mi riguarda, se una persona mi interessa realmente, lo capisco dopo diverse volte perché mi sento in imbarazzo: certo, sempre espansiva ma con un po’ di freni, proprio quando non dovrebbero esserci. Eccoli i miei segnali di allarme.

Punto quarto: ci si nasce espansivi; non ci si diventa. Ricordo perfettamente quando due delle mie vecchie professoresse del liceo, in terzo superiore, si complimentarono con me, in quanto ero riuscita (a detta loro) a sbloccarmi, a parlare con chiunque all’interno della classe dopo anni di quasi esclusivo silenzio. Non sono cambiata radicalmente come ho lasciato pensare a loro. La questione è la seguente: anche se espansiva, posso scegliere di parlare poco con chi disprezzo, con chi non fa altro che ignorarmi, con chi crea gruppetti di cui io non faccio assolutamente parte (sono sempre stata sfortunata a livello di compagni di classe trovati).

Essere espansivi e quindi aperti sotto ogni punto di vista, quasi trasparenti (tanto per tornare al tema di qualche articolo fa) è un modo di vivere. Non lo si può scegliere; non si può annullare la propria natura se non modularla. Io sto bene con me stessa, soprattutto in questi mesi. Mi sento libera di esprimermi come e quando lo ritengo opportuno. Se poi qualcuno non vuole ascoltarmi, starmi al mio fianco, non lo obbligo di certo a rimanere con me. Essere espansivi ha tanti lati negativi, di cui ve ne cito solamente uno: il disagio di comunicare in luoghi in cui non si dovrebbe, magari anche a voce alta, e quindi tutte le figuracce assurde che ne conseguono ma si impara con il tempo a superarle, come con tutto il resto.

Ciao a tutti! Spero stiate bene. Dopo tanti mesi, ho ricominciato a scrivere di notte su qualsiasi foglio o dispositivo io trovi davanti ai miei occhi e ne sono felice. Mi auguro che quest’articolo possa aver aperto gli occhi a qualcuno o anche solo essere stato di gradimento. Vi mando un bacione, a prestissimo!

Sappiate che leggo sempre i vostri commenti e che potete scrivermi qualsiasi cosa vogliate, che riguardi l’articolo in sè, me stessa, voi o altro.

Se non l’avete ancora letto, questo è l’articolo sulla trasparenza che ho menzionato: Trasparenza – THE MESS OF THE WRITER (wordpress.com)

THE MESS

16 risposte a "A noi"

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  1. Sono giunto alla conclusione che la mia espansività (se di essa si tratta) sia frutto e conseguenza del mio narcisismo; infatti sono innanzitutto un solitario, uno che non di rado passa per timido (o riservato, o stronzo, a seconda dei casi!) mentre in realtà amo innanzitutto parlare a me stesso; quindi è pressoché fisiologica la necessità di parlare di me a chicchessia.
    Qui subentra il narcisismo di cui sopra, perché la selezione dei “fortunati” destinatari non passa attraverso parametri di merito o di percepito interesse altrui. Naturalmente quando comprendo che dall’altra parte ci sia fastidio o apatia mi offendo da morire, perché da narcisista reputo tutto ciò che mi riguarda dannatamente interessante! 🙂
    Scherzi a parte (in realtà ho un po’ estremizzato la realtà), alla resa dei conti ho imparato a tenere chiusi i rubinetti perché sono contrario agli sprechi e, al prezzo di qualche malessere, credo che pormi senza filtri e censure sia un rischio (quello di qualche sofferenza e delusione) necessario da correre; prima o poi (ma perché no? anche mai!) troverò chi mi adorerà come pretendo e merito. 😀

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  2. Errata corrige, sorry:

    Sono giunto alla conclusione che la mia espansività (se di essa si tratta) sia frutto e conseguenza del mio narcisismo; infatti sono innanzitutto un solitario, uno che non di rado passa per timido (o riservato, o stronzo, a seconda dei casi!) mentre in realtà amo innanzitutto parlare a me stesso; quindi è pressoché fisiologica, prima o poi, la necessità di parlare di me a qualcuno che non sia sempre io.
    Qui subentra il narcisismo di cui sopra, perché la selezione dei “fortunati” destinatari non passa attraverso parametri di merito o di percepito interesse altrui.
    Naturalmente quando comprendo che dall’altra parte ci sia fastidio o apatia mi offendo da morire, perché da narcisista reputo tutto ciò che mi riguarda dannatamente interessante! 🙂
    Scherzi a parte (in realtà ho un po’ estremizzato la realtà), alla resa dei conti NON ho imparato a tenere chiusi i rubinetti (salvo che con i rami e i pozzi secchi perché sono contrario agli sprechi) e, al prezzo di qualche malessere, credo che pormi senza filtri e censure sia una necessità da soddisfare e un rischio (quello di qualche sofferenza e delusione) necessario da correre; prima o poi (ma perché no? anche mai!) troverò chi mi adorerà come pretendo e merito. 😀

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  3. in genere anch’io sono sempre stato molto espansivo, anche se negli ultimi anni mi piace molto viaggiare da solo e cercare un po’ di relax dalla vita di tutti i giorni. Ma da giovane ero sicuramente come te, parlavo sempre e ovunque, con chiunque, conoscevo ogni persona che incontravo sul mio cammino. Di solito andavo in vacanza da solo, ma a chi mi chiedeva come mai io rispondevo “io non sono solo, sono con tutte le persone che incontro, quindi sono con tutti”
    Un caro abbraccio, buona domenica

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    1. Mi hai sempre dato l’impressione di una persona eccezionale. I racconti sulla tua gioventù mi affascinano ma soprattutto apprezzo il fatto che tu riesca sempre a fare il punto della situazione, a spiegare tutto con calma, tornando nel corso delle righe ai giorni nostri.
      Come te, infatti, io vorrei provare prima o poi a fare una vacanza da sola, a comunicare (magari all’estero) nel vero senso della parola, esponendo me stessa all’ignoto. Grazie per l’ennesimo confronto, buon proseguimento di serata!

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  4. Io mi sono sempre chiesta come fate voi, persone estroverse, a voler parlare sempre con qualcuno. Beh diciamo che questo tuo articolo mi ha fatto riflettere…in positivo ovviamente.
    Ma sai cos’altro mi sono sempre chiesta? Come fai a capire se una persona estroversa prova qualcosa per te? La vedi li, parlare e divertirsi con tante persone e non capisci se tu fai parte di quella gente con cui fa soltanto una chiacchierata ed è finita li. Vorrei tanto capirlo

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    1. Ciao! Sono felice di averti fatto riflettere ancora una volta, non c’è di che ahahah
      Rispondendo alla tua domanda, posso solo dirti che persino gli estroversi lanciano segnali caratteristici come possono essere attenzioni particolari, contatti più frequenti. Tuttavia, anche con questi segnali, non c’è alcuna certezza che l’estroverso provi qualcosa per te: potresti anche solo essere un amico stretto, una persona cara ma non altro. Credimi, per me che sono dall’altra parte, è ancora più difficile capire se mi piaccia qualcuno sul serio: mi trovo bene con tante persone e, soprattutto in questo periodo, in cui sono libera a livello sentimentale, i dubbi sono tantissimi. Purtroppo, questa volta non posso darti una risposta certa e scusami se non lo faccio: non vorrei dirti idiozie, avendo io in primis tante domande a cui non so rispondere. Quando capirò qualcosa in più riguardo me stessa o gli altri espansivi come me, te lo comunicherò 😉

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  5. Ah ecco, a te stesso e poi piace sapere cosa ne pensano gli altri. Però spesso la,comunicativa estemporanea è giudicata un po’ “fuori di testa”, anche un sorriso, gratuito. Specialmente se superi una certa età: allora sei guardato/a con compassione (pena+sorrisetto), simpatica la vecchietta, un po’ fuori. Giustificata.

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    1. Esattamente, ciò che penso anch’io. Non si parla con chiunque per farsi i fatti degli altri o per essere invadenti ma anche solo per sapere il parere di altre persone, per confrontarsi. Purtroppo devo darti ragione riguardo la seconda parte del tuo commento: spesso si viene giudicati, in queste situazioni, come persone “pazze” ma non c’è nessuna pazzia nel comunicare apertamente senza troppe barriere, anzi. Inoltre, è totalmente ingiusto il comportamento che viene assunto nei confronti di persone adulte, magari anche anziane, attribuendo la loro voglia di parlare all’avanzare dell’età e, così facendo, si sta già giudicando questi individui.

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  6. Ciao, anche io riesco a parlare con chiunque… ma se mi dovessi descrivere direi timida… Paradosso? semplicemente non amo i silenzi tra le persone, se qualcuno mi rivolge la parola io sono pronta ad ascoltare e a dare un conforto se richiesto. Da piccola faticavo di più poi ho lavorato molto sulla mia persona. Anche a me capita di parlare di ogni cosa e questo spesso può essere “giudicato” con malizia, soprattutto se si ha una “certa età ” …. Ma solitamente ho notato che le persone che iniziano a parlare con uno sconosciuto è per bisogno di essere ascoltati e non giudicati e forse per questo risulta facile attaccar bottone con me . Sono contenta che tu abbia ritrovato la vena notturna di scrittrice …io sono bloccata …. sono dentro una centrifuga da tanto tempo … spero di non uscirne troppo “asciugata” dei miei pensieri

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