La temporeggiatrice

Spesso mi ritrovo a pensare a quanti errori io abbia compiuto e sono davvero tanti, malgrado la mia giovane età. Tuttavia sono poche le volte in cui mi rendo conto che questi errori sono in quantità nettamente inferiore rispetto alla molteplicità delle azioni da me non svolte. Quando ci si rifiuta di effettuare un’azione si pensa che sicuramente, non agendo, non si incorrerà in un errore ma in realtà, proprio rimanendo fermi, si può soprattutto perdere e tanto. Quelle occasioni, se colte, avrebbero potuto rendere la nostra vita migliore, avrebbero potuto cambiare totalmente mesi o anni della stessa. Eppure io, come suppongo molte altre persone, preferisco privarmi di determinate esperienze principalmente perché non so cosa mi attenderà in seguito alla scelta ma anche perché mi sembra che vada tutto bene nella mia vita e voglio evitare di complicarmela ulteriormente.

Solo qualche settimana fa mi è successo di privarmi di un bacio, di non seguire il mio istinto per paura che l’altra persona non ricambiasse e ho preferito quindi che, per il momento, rimanessimo amici. Voi vi starete domandando per quale motivo io mi stia preoccupando: in teoria potrei sempre riprovarci durante un prossimo incontro. Non è così semplice. Non si può ricreare una situazione magica dal nulla, solo desiderandola. Quella sintonia pazzesca, quella voglia di volare in alto fino al Sole e poi ricascare velocemente verso la Terra perché in quel momento niente può ferirci, quegli sguardi così persi in cerca di una casa in cui essere custoditi, quelle vibrazioni provocate dal solo sfioramento di gambe, quegli occhi che cercano di perscrutare l’anima altrui. Niente di tutto ciò si può progettare. È anche vero che, se avessi provato a baciare quella persona, sarebbe potuto andare tutto a rotoli e perderla ma se avesse ricambiato i miei sentimenti?

Qualche mese fa è venuta a mancare lei, la mia donna, uno dei miei riferimenti principali e ha lasciato in me tanto di quel vuoto che sto ancora cercando di colmare, facendo anche tante idiozie nel frattempo, me lo riconosco. Mi chiedo se adesso sarei potuta essere più serena se solo l’avessi sentita maggiormente prima che morisse, se non avessi passato gli ultimi mesi della sua vita a studiare, a prendermi una laurea che non so dove mi porterà ma sicuramente lontano da lei. Forse avrei potuto alleggerire il fardello che porto sul cuore, il senso di colpa di non averle detto ancora più volte che la amavo, che era essenziale per me. Ho preferito, in quei mesi, posticipare un nostro incontro, aspettando la fine delle varie zone rossa/arancione per vederci, per dirci tutto dal vivo ma avrei dovuto chiamarla, farle sentire che io c’ero e che non l’avevo lasciata da sola.

Un bel po’ di mesi fa ho dovuto pensare a come dire a quello che era il mio ragazzo da diversi anni che i miei sentimenti per lui stavano cambiando, che mi sentivo diversa in sua presenza. Al posto di parlargli subito, ho preferito aspettare, sperare che tutto tornasse come prima, che riuscissi a sentirmi nuovamente me stessa con lui ma non è andata così. Aspettando, quei sentimenti sono diminuiti sempre più e mi sono sempre chiesta come sarebbe andata se solo ci avessi parlato prima ed avessi esposto i miei dubbi, il mio punto di vista, ciò che mi andava o non mi andava bene del nostro rapporto, tutte cose che ho sputato fuori solo all’ultimo.

Un annetto fa ho discusso con alcuni miei amici che credevo piuttosto stretti, intimi, con cui ho condiviso di tutto. Anche in quel caso ho preferito aspettare. Certo, ci ho litigato al telefono ma sarei potuta andare da loro a parlarci di persona. Invece ho aspettato che ce l’avessero di meno con me, che le loro idee si schiarissero ma ho solo peggiorato le cose: parlandoci da lontano, li ho solo fatti allontanare più di quanto già non lo fossero. Tra l’altro ho provato a scusarmi senza aver compiuto chissà quale cosa terribile. Mi è stato detto che, se non hanno provato a cercare loro un confronto, vuol dire che ormai non volevano più avere niente a che fare con me ma mi sono sempre chiesta cos’avrei potuto fare io. Chiaramente non li avrei forzati a rimanere con me se non l’avessero voluto ma almeno avrei provato a sistemare cose che non pensavo di aver fatto, cose che li avevano feriti ma di cui non mi ero accorta, malgrado fossero stati anche loro a ferire me in altri modi e non lo ammetteranno mai ma non voglio coinvolgervi.

In tutte queste situazioni, ho temporeggiato, ho messo in stallo le mie decisioni in attesa di tempi migliori, di avere le idee più chiare, di avere la risposta a tutte le mie domande. La verità è che non ho atteso affatto: io ho scelto di non agir e non con cattiveria. Semplicemente ho preferito che, per qualche volta, fosse la vita stessa a dirigermi in un certo senso, senza dover pensare con la mia testa al da farsi.

Ho creduto per tanto tempo che, inevitabilmente, se non si compie un’azione all’istante, c’è la possibilità di recuperare o addirittura di vivere al meglio quelle circostanze su cui fino a poco prima si era indecisi. Più che crederlo, l’ho sperato.

Ho sperato che tutto andasse per il meglio anche se qualche volta non avevo voglia di agire, se qualche volta il mio istinto non lo seguivo, se non ero sempre io a dovermi scusare, se pensavo che ci fosse tanto tempo ancora da passare su questo mondo per doversi impegnare tanto in un solo giorno.

E ho sbagliato, tanto. Non devo mai dimenticare chi io sia, chi i miei genitori o il mio miglior amico o mio fratello o altri amici e parenti conoscono, chi io voglia essere.

Nessun’azione ha senso se la precedente non è stata messa a punto.

Nessuno risolverà i problemi al posto nostro. Dobbiamo sudare per guadagnarci anche solo una piccola fetta di felicità, ancor più se vogliamo che sia totalmente nostra, se vogliamo quindi staccarla da tutte le altre fette e tenerla per noi.

Non è mai abbastanza il tempo a nostra disposizione, dunque amiamoci, litighiamo, lottiamo per ciò che meritiamo, prendiamo a pugni il muro se può farci sentire bene, togliamoci qualche piccolo sfizio, allontaniamoci da chi non sa fare altro che ferirci e rimaniamo al fianco di chi per noi farebbe qualsiasi cosa, non perdiamo tempo a cercare il lavoro perfetto perché non siamo sicuri che ci sia e cogliamo ogni occasione, vivendola adeguatamente, senza velocizzare i tempi ma senza nemmeno pensarci su troppe volte.

Sto crescendo ma, in giorni come questi, mi sembra di essere tornata ad avere 12 anni, a quando rinunciavo a trascorrere le ore con i miei giochi e sentivo le band in voga in quel periodo solo per piacere agli altri, a quando non volevo confessare ai miei genitori gli atti di bullismo nei miei confronti per paura di conseguenze peggiori ma non facevo altro che allontanarmi mentalmente da loro, a quando qualunque decisione io prendessi era quella sbagliata. Eppure bisogna sempre chiedersi: per chi dev’essere giusto ciò che scegliamo? Se la risposta riguarda gli altri e non prima di tutto noi, stiamo già sbagliando.

Ciao a tutti! Mi siete mancati tantissimo! Avrei potuto continuare quest’articolo all’infinito ma meglio troncarlo qui. Avrei tante di quelle cose da comunicarvi, cose che mi sono accadute in questi mesi ma che non ho potuto riportare su questo blog in quanto, prima di tutto, avevo esami da svolgere all’università e tutt’ora li ho, i quali mi tolgono tantissimo tempo, mi si era rotto il computer, sebbene fosse nuovo, quindi provate ad immaginare come fossi arrabbiata sapendo di aver perso un oggetto essenziale per la mia sanità mentale, l’unico su cui io riesca a produrre degli scritti degni di essere definiti come tali. Detto questo, vi abbandono e vi lascio commentare con calma, se ne avete le forze dopo tutto ciò che ho scritto. Mi scuso se sono stata prolissa e confusionaria ma i concetti erano parecchi e non volevo tagliarne nessuno e non ho affatto le idee chiare su tante questioni accadute in queste settimane. quindi pur volendo non riuscirei ad esprimermi meglio di così e lo affermo a malincuore.

Cercherò di tornare il prima possibile da voi. Un bacione, a presto!

THE MESS

30 risposte a "La temporeggiatrice"

Add yours

  1. The Mess la temporeggiatrice… 😅
    Vedrai che col tempo cambierà anche la tua visione del tempo (non è un gioco di parole) e anche tu coglierai meglio le occasione e, se non andranno… andrai incontro alla successiva: inutile rimandare, perché le cose non si risolvono mai da sole.

    “Avrei potuto continuare quest’articolo all’infinito ma meglio troncarlo qui” e per fortuna: già così era più che abbondante! 😝😝😝

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      1. Prenditi il tuo tempo e cerca di capire anche cosa vuoi davvero (non che sia facile, intendiamoci), ma così risparmierai tempo nelle decisioni e non dovrai rimuginare troppo.
        E sì, da me hai tanto da imparare: non fare quel che faccio io e andrai benissimo! 😀

        PS: ma quante volte ho ripetuto la parola “tempo”? 😛

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  2. ciao, colto di sorpresa da questo tuo pezzo ho alzato il telefono e chiamato un mio partner. Stamattina ci siamo scambiati emails un poco infuocate. Invece di soprassedere e aspettare di incontrarlo di persona quando tornera’ a londra intendo parlarci al telefono. Chiarire.
    grazie

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  3. Ciao, ti seguo da un pò. Mi piace ciò che scrivi. È incredibile come questo ‘articolo’ descriva tutto ciò che faccio io ogni giorno e tutto ciò che provo. Soprattutto la parte del ‘non agire’. Mi piace una persona ed è una lei. Oggi come oggi è già complicato così. Ma c’è questa cosa, che mi blocca. Questa cosa di non sapere ciò che prova lei. Non sapere come comportarmi. Quindi finisce sempre che sto ferma. Ed è proprio lì che sembra di impazzire perché è come se ti trovassi in un loop…Beh non mi dilungherò troppo…volevo più che altro dirti di continuare a scrivere, perché tante persone sicuramente si ritrovano in tante tue parole e si sentono capite e d’altronde credo che faccia bene anche a te scrivere e sfogarti. Detto ciò spero per te che un giorno riesca a fare tutto ciò che non sei riuscita a fare finora. Ti auguro tanto coraggio! Ilenia

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    1. Ciao Ilenia! Sei stata dolcissima, grazie mille! Ho tanto apprezzato questo tuo commento, come anche altri sempre tuoi in passato. Sono felice che tu ti sia ritrovate nelle mie parole. Seguirò certamente il tuo consiglio e non smetterò di scrivere: per il momento ne ho la possibilità e mi piace farlo, quindi non avrei motivo per dirti il contrario.
      Quanto alla questione sfogo, scrivere mi fa sfogare tantissimo. Talvolta scrivendo riesco ad esternare dei concetti che non credevo nemmeno fossero racchiusi nella mia mente, conosco sempre maggiormente me stessa e così facendo mi rilasso.
      Parliamo di te adesso. Ho lasciato quest’argomento per ultimo apposta. Questa è una cosa che ripeto a me stessa ma che spero possa essere di aiuto anche a te un giorno (spero il prima possibile): dovresti parlarle. Non dicendole tutto esplicitamente ma magari facendo delle allusioni. Se poi non capisci niente ugualmente riguardo i suoi sentimenti, cerca la situazione ideale e buttatici. Io più che per mancanza di coraggio spesso non agisco quando si tratta di persone importanti e quando so che potrei perderle. Tuttavia ci sto ragionando: forse non ne vale tanto la pena aspettare e non provarci. Se va male, ci toccherà soffrire ancora una volta ma almeno non avremo ulteriori dubbi. Credo che, se per paura di rovinare il rapporto non si agisce, abbiamo già capito cosa desideriamo. Mi spiego meglio. Se pensiamo a cos’accadrà dopo aver agito piuttosto che all’azione stessa, vuol dire che teniamo tantissimo a quella persona ma che l’azione non ci preoccupa: ci preoccupa solo il parere dell’altro. E a quel punto bisognerebbe agire ma prima di tutto cercare di farlo senza pentimenti. Preserva te stessa. Sei più importante di qualsiasi altra persona possa capitarti dinanzi nella vita.
      Scusami se sono stata confusionaria. Se sono stata poco chiara, dimmi pure.
      Quando hai voglia di parlare di qualsiasi cosa, io sono qui. Ho anche una mail presente nella sezione “Siamo qui” a cui ho accesso solo io e non gli altri admin.

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      1. Infatti hai ragione! Bisognerebbe buttarsi e parlarne ma appunto visto che per me è tanto speciale non voglio perderla. Ma d’altronde andrà come deve andare…trovo molto difficile lasciar andare le persone ma so che se voglio essere matura devo farlo. Comunque non sei stata per niente confusionaria, anzi, grazie veramente del consiglio e delle belle parole! Se avrò voglia di parlare ti contatterò, e, ovviamente, vale anche per te!

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        1. Purtroppo anch’io vorrei essere più matura di quello che sono e anch’io ho sempre paura di perdere le persone a cui tengo ma sto capendo che, se non agisco, rovino solo rapporti, che magari non avrei rovinato se avessi parlato.
          Grazie a te, ripeto. Certo, ci sentiamo presto!

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  4. Da 4-5 anni, prima di un evento non calcolabile che ha stravolto la mia esistenza degli ultimi 2, mi sono ritrovato a perdere interesse e voglia di impiegare energie per comunicare e chiarirmi. Sono spesso stato maldestro e incauto, probabilmente ho persino ferito (involontariamente) qualcuno che ha scelto, legittimamente, di frapporre un muro ancora più alto tra noi e io mi sono ben guardato dall’idea di tentare di scavalcarlo. Credo che alla fine sia subentrata una serena rassegnazione, un’amara accettazione della realtà che le relazioni funzionino quando si è in 2, e non per l’impegno maggiore di uno/a piuttosto che dell’altro/a.
    Ho raggiunto questo punto dopo avere appurato che quello che mi è successo recentemente, invece che riavvicinare certe persone, le ha ulteriormente allontanate (cosa che non mi sarei mai aspettato, anzi…) e quindi… deve per forza andare “bene” così, senza macerarsi troppo e intossicandosi con pensieri negativi e giudizi rivolti agli altri. Non è semplice e resta l’amarezza, ma pare ovvio qualunque cosa ci abbia portato a questo, nessuno si è mosso né per offrire o chiedere aiuto.

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    1. Purtroppo posso dirti che ti capisco, che so perfettamente come ci si sente a non essere aiutati, ad essere ignorati quando lo si necessita. So anche cosa significare portare avanti relazioni amorose o d’amicizia completamente da sola.
      Tu hai raggiunto un buon punto nel tuo percorso di vita: sei già consapevole del fatto che non si può controllare tutto, che bisogna lasciar andare chi non vuole rimanere. Io sono ancora all’inizio di questo percorso invece. Sto capendo ancora tutto a poco a poco, sperando di maturare il prima possibile.

      Piace a 2 people

    1. Questo tuo parere è discordante rispetto a quello di molte altre persone: lo apprezzo. Ciò mi fa capire che effettivamente non ci sia un modo migliore o peggiore di ragionare. Tutto sta nel procedere com’è meglio per noi e nel cogliere l’attimo.

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  5. mamma mia!! questo post mi ha colpito molto perchè è come se lo avessi scritto io. Mi ci ritrovo al 100%. Io considero la mia vita come una rimessa di treni persi, tantissime occasioni perse, tantissimi momentii magici bttati nel cesso, per vergogna, per paura, per timidezza, per quel “chissà cosa penserebbero gli altri”.
    Hai ragione, non fare è peggio che sbagliare e io oggi mi mangio le mani per tutte quelle volte che avrei tanto voluto buttare, anche sbagliando

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  6. Non essere troppo severa con te stessa, a posteriori è facile capire cosa sarebbe stato preferibile, e, in ogni caso, l’emotività che al momento di agire a volte ci blocca non è necessariamente una zavorra negativa. La cosa importante è che continui a interrogarti e scavarti dentro come stai facendo, vai avanti così, e non preoccuparti della prolissità, scrivere aiuta a pensare e, quindi, più scrivi, più pensi, poi avrai tempo per limare e ridurre i paragrafi, hai una bella testa e una bella penna (o tastiera) e ci riuscirai senz’altro.
    Buon agosto,
    Lucio

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  7. Ciao Carisima 🙂

    “Ogni lasciata è persa” mi diceva sempre mia nonna fin dai tempi delle medie.
    Questa frase mi ha sempre messo un’ansia assurda.

    Ogni volta che avrei voluto fare qualcosa senza avere il coraggio di agire, pensavo a quella frase e sentivo un peso assurdo sul collo e nello stomaco. Il peso del giudizuio credo….

    Periodi di stallo sono normali.

    Perdere amici che non fanno più parte del proprio percorso di vita, è normale.

    La nostalgia è normale.

    Sentirsi in colpa per non avere detto o fatto qualcosa, non è normale, ma lo fanno tutti.

    Ti capisco molto bene, ancora una volta:)

    Gli ostacoli della vita e le perdite sono tante e saranno sempre troppe. Ma accettare la vita così com’è e fare del nostro meglio durante il viaggio credo sia la scelta migliore. E per fare del nostro meglio intendo, Essere felici da soli ( senza che gli altri debbano avere la responsabilità di renderci felici).
    Quando siamo siamo stanchi riposare. Quando abbiamo energia, agire sorridendo (sorridere è fondamentale quando si agisce). Quando siamo arrabbiati, stare da soli per non scaricare su gli altri la nostra energia negativa. Quando siamo innamorati o felici, contagiare tutti quanti. Quando siamo malinconici, fare una passeggiata nella natura e scrivere 🙂

    Ogni lasciata non è persa. Ci sono solo le situazioni e le nostre emozioni. Una situazione può essere magica anche senza un bacio. Ricreare una situazione identica non si può, ma le situazioni possibili sono moltissime e la magia in realtà c’è sempre e ovunque se solo si guarda meglio. Magari scrivi a quella persona che ripensi spesso a quel momento magico e che vorresti creare nuovi momenti magici insieme 😉

    Un abbraccio

    Greta

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  8. P.S.
    Gli amici veri restano o ne ne incontrano di nuovi. Manda a spigloare la gente ignorante che decide di estrmetterti perchè secondo loro non li meriti!!
    Ti hanno fatto un regalo ad allontanarti, malmeno sei libera di incontrare amici migliori 🙂

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