Spiegare qua e là

Se mi chiedessero cos’è che mi rende più fiera di me stessa, senza neanche pensarci troppo, risponderei che si tratta della mia capacità di insegnare.

L’insegnamento non riguarda solo le discipline scolastiche o quello che si può trovare sui libri di autori contemporanei che colleziono nella mia libreria, anzi. Questa sarebbe solo la minima parte di ciò che è possibile spiegare.

Insegnare, per come la vedo io, è donare una parte del proprio cuore agli altri. Chiaramente questo vale se non ci si limita a rigurgitare parole senza un nesso logico o a citare qualche personaggio celebre che, per quanto possa aver reso disponibile una propria perla alla comunità, se non la si rielabora e non la si fa propria, persino la perla più significativa di tutte potrebbe scadere nel banale.

Sono del parere che non ci sia un’età precisa in cui si inizia e si smette magicamente di imparare. Si può apprendere in qualsiasi momento, se solo lo si desidera.

Partendo dalla forma di insegnamento più comune, quando mi si chiede di inviare appunti presi a lezione o di spiegare attraverso un audio o un messaggio scritto la mia interpretazione di un concetto scolastico, mi sento in dovere di fare del mio meglio e mi sforzo di rendere tutto accessibile al prossimo, in modo che possa comprendere passo per passo ciò che intendo, mettendoci più tempo ma evitando di incorrere in domande aggirabili sin da subito da chi spiega. E poi, nel momento in cui mi viene rivolto un “grazie” o mi viene inviata qualche emoticon (dato il periodo, più che online non si può parlare), mi sento finalmente di aver aggiunto un altro piccolo tassello alla mia personalità che, insieme agli altri, continua a forgiare il mio animo.

Procedendo verso altri concetti da apprendere, credo che senz’altro l’obiettivo di chiunque dovrebbe essere quello di trasmettere agli altri i propri valori positivi ma senza mai calpestare l’opinione dell’ascoltatore. I miei valori li conservo con cura e non mi preoccupa il doverli divulgare in quanto ho piena fiducia nel fatto che ciò in cui credo fortemente non può essere distrutto da un pensiero qualsiasi. Porto un esempio a sostegno di quanto appena detto. Ormai vi sarete stancati di sentir nominare l’associazione universitaria a cui appartengo. Ecco, grazie alla persona che mi ci ha portato dentro, posso dire di essere maturata molto e ora, da studentessa ormai cresciuta, posso istruire io le matricole per affrontare al meglio quella che dovrebbe essere la vita assieme agli altri, prima di parlare dei metodi di studio o di qualsiasi altra cosa. Ho imparato ad essere umile e a non mettermi al centro dell’attenzione per non escludere nessuno, ho imparato ad accogliere ogni idea e a modificarla al meglio affinché possa tornare utile, senza trascurarla e basta. Esistono tanti piccoli strumenti di vita in comunione che ho fatto miei, alcuni dei quali erano già presenti nella mia idea di socialità ma comunque sia, anche ciò che sapevo, l’ho potenziato.

La persona a cui tengo maggiormente, mio fratello, è il mio principale interlocutore ed apprendista, se così mi permettete di definirlo. Cerco di far giungere alle sue orecchie qualsiasi concetto con cui prima o poi dovrà fare i conti nella propria esistenza. Non lo tedio ogni singolo giorno o in momenti poco opportuni ma aspetto che lui sia disponibile, che mi chieda qualche consiglio per agire. Non sarò poi così grande ma ho già dovuto affrontare diverse dinamiche nella mia vita e posso raccontarle tutte senza dovermi vergognare della persona che sono, non davanti a lui che occupa la maggior parte del mio cuore. Cerco sempre di immedesimarmi nelle situazioni da lui descritte e provo ad estrapolare ciò che va o che non va affatto. A volte, non do nemmeno il consiglio che si aspettava di ricevere ma lo faccio ragionare e credo che questo basti, come ho ritrovato in qualche testo di qualche filosofo dell’antichità. Tutto questo non avviene solo con lui ma anche con altri parenti o amici che mi richiedono una mano o che sono visibilmente in difficoltà e talvolta troppo orgogliosi per ammetterlo. Non mi sono mai permessa di impartire chissà che lezione di vita o di tirare fuori un insegnamento che poi viene tramutato in obbligo morale dall’interlocutore, anzi. Sono consapevole che, ogni volta che si apre bocca, che sia io o che sia qualcun altro, l’ascoltatore abbia già una propria soluzione ma magari non riesca a farla venire a galla.

Non voglio tediarvi più di quanto io non abbia già fatto, quindi termino qui questa mia digressione. Non avevo la minima intenzione di trattare un argomento del genere e vi dico la verità: non stavo nemmeno pensando ad un articolo da scrivere che potesse rispecchiarmi. Tuttavia, lo spunto mi è stato fornito da alcune frasi che ho sentito urlare da mio fratello solo poco fa. Non sono la tipica persona che origlia di proposito, sia chiaro, ma abbiamo le stanze confinanti e i muri troppo sottili quindi, pur non volendo, si ascolta sempre tutto. Lui stava discutendo con una sua amica che pensa che il femminismo sia mettere la donna al primo posto e schiacciare l’uomo. E mio fratello ha provato a spiegarle che essere femministe non vuol dire cercare il pelo nell’uovo, trovare ad ogni costo qualcosa che la donna non possiede e l’uomo invece ha e inneggiare alla violenza psicologica ma che essere femministe significa credere nella parità dei diritti, seppur non sempre attuabile, ma soprattutto credere nel rispetto di entrambi i sessi.

Sto continuando a marciare sulle vostre teste che chiedono venia e vi porgo le mie scuse. Vi lascio continuare le vostre giornate e vi auguro di trascorrerle al meglio che potete, rendendo la vostra vita degna di essere chiamata come tale.

Spero di risentirvi al più presto. È stato un piacere, come sempre. Un abbraccio enorme a tutti!

THE MESS

23 risposte a "Spiegare qua e là"

Add yours

  1. “[…] credo che senz’altro l’obiettivo di chiunque dovrebbe essere quello di trasmettere agli altri i propri valori positivi ma senza mai calpestare l’opinione dell’ascoltatore. I miei valori li conservo con cura e non mi preoccupo di divulgarli in quanto ho piena fiducia nel fatto che ciò in cui credo fortemente non può essere distrutto da un pensiero qualsiasi.[…]”
    Posso concordare che cercare di trasmettere i propri valori possa essere giusto; il problema sorge nel momento stesso in cui la maggior parte crede che i propri valori siano giusti e quindi, trasmissibili: come fai a sapere che sono giusti?
    E se sono sono giusti, perché non accantonare far accantonare i valori altrui (gentilmente o meno conta poco: il risultato finale è identico) se tu stessa non sei in grado di mettere in discussione i tuoi valori, perché sai già che sono giusti?
    E, soprattutto, come fai a non divulgarli, trasmettendoli agli altri? Mi sembra una frase antitetica…

    Ascolta uno stupido (me): tu fai (azioni, opere) e non dire, così non corri il rischio di sbagliare, perché le parole sono limitate e mal interpretabili; le azioni, solitamente, molto meno… e sono più dirette.
    Non insegnare: sii d’esempio.

    PS: prolissità, il tuo nome è THE MESS

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    1. Il punto è che i miei valori non sono i più giusti al mondo ma credo sia opportuno trasmettere quello che mi sembra buono per me e per la vita nella società in generale. E so bene che, a questo punto, se i miei valori sono più giusti dovrei far accantonare agli altri i loro ma non voglio forzare nessuno. So che è una cosa molto antitetica e infatti hai fatto il mio stesso ragionamento ma non potrei mai dire a qualcuno che ciò in cui crede è terribile mentre ciò in cui credo io è meraviglioso. Diciamo che parlo di quello che io ho dentro ma senza obbligare qualcuno a cogliere il concetto. Non so se si capisce ahahah
      In questo caso, come ho scritto anche alla fine dell’articolo, non volevo parlarne perché non mi era mai nemmeno venuto in mente di farlo ma ho iniziato a scriverci su casualmente ed è venuto fuori questo.

      Però ascolto quello che mi stai dicendo e ti ringrazio, come sempre, per avermi dedicato un attimo per potermi rispondere o anche solo per leggere.

      Sul nome è verissimo ahahahah, non potrei mai cambiarlo perché sono proprio la confusione in persona (cosa non così bella)

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    2. Comunque per quanto riguarda la parte della non divulgazione mi sono espressa male. Non intendevo di non divulgare, altrimenti come farei a trasmettere qualcosa di cui non parlo o a cui nemmeno accenno con delle azioni? Intendevo che non mi preoccupa il fatto di dover divulgare quello che sento perché a me va benissimo farlo, non mi vergogno o altro. Non sono stata chiara in questo, è vero.

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      1. Ora è più chiaro.
        Non mi è chiaro, però, come mai credi in valori che “non sono i più giusti al mondo” (come da risposta precedente) e come mai, se non sono “giusti” (virgolettato) tu li voglia trasmettere. E poi, chi è che stabilisce se sono giusti o no, se non la propria coscienza?

        Comunque, nel caso, fammi un esempio… o scrivimelo privatamente, perché non ho idea a quale valore tu ti stia riferendo! 😉

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        1. La giustizia dei valori chiaramente la stabiliamo noi stessi, altrimenti non li terremmo nemmeno racchiusi nel nostro cuore. Tuttavia voglio spiegarmi meglio: riguardo i valori che trasmetto, per la maggior parte, li sento perfettamente adatti a me e a quello che vivo e sono anche concetti che posso spiegare con una certa tranquillità. Invece ce n’è qualcun altro su cui ho qualche dubbio su come possa essere recepito se non lo tratto a dovere e rende il complesso meno giusto.

          Comunque io non ho la più pallida idea di come si scriva privatamente su WordPress, scusa la mia ignoranza.

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  2. insegnare è trasmettere la propria cultura al prossimo, ma anche fare partecipi gli altri degli argomenti che ci appassionano e in qualche modo condividerne l’essenza. 👍😉
    Riguardo il femminismo, io sono dell’idea che la parità dei diritti sia ormai cosa scontata, per me lo è sempre stata, e non ci deve essere nessuna prevaricazione di genere, da nessuna delle due parti. 😉🤗

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    1. Grazie per aver espresso il tuo parere ancora una volta e di aver sostenuto le mie idee.
      La parità è ormai scontata per chi è consapevole del significato del termine e purtroppo non tutti lo sono: infatti alcuni, come appunto la ragazza di cui ho parlato, lo strumentalizzano a proprio piacimento modificandolo, cosa che detesto. Se volessero, potrebbero ammettere di non sopportare alcune caratteristiche degli uomini o esprimersi contro alcuni provvedimenti ma non modificare termini il cui significato è inalterabile. A tutto si può sempre trovare una soluzione, non credi?

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        1. Ragiono esattamente come te. Per capire se ad una persona non interessa niente, ci metto tanto però, faccio tanti tentativi in situazioni diverse senza mai stressare troppo.
          (E per fortuna che li elimini solo metaforicamente ahahahah)

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  3. Ciao carissima :),
    Beh sono dell’idea che nella vita i simili si incontrano e leggendo queto tuo pezzo mi sento incredibilmente simile a te. L’insegnamento è sempre stato il mio grande sogno e spero di concretizzarlo un giorno. Vorrei fare l’insegnante di adolesceenti, non tanto per insegnare le cose da programma (che farei con tutta la mia passione,credo…), ma per essere per i ragazzi quello che un paio di grandi professori sono stati per me. Insegnanti, guide e maestri in senso ampio.
    L’adolescenza è un periodo in cui ci si sente estremamente fragili e condividere del tempo con un adulto che capisca questa fragilità è un grandissimo dono. Per me lo è stato e vorrei portare avanti questo preziosissimo dono. E portare ai ragazzi anche me stessa, il mio sapere,le mie esperienze e la mia fragilità.
    È stato di nuovo molto belle leggerti
    Brava ragazza 🙂

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    1. Ciao! Anche a me ha fatto piacere sapere che tu abbia letto anche questo mio articolo e che tu ti sia ritrovata nelle mie parole.
      Spero che tu possa realizzare il tuo sogno, ti auguro davvero il meglio! Da come ne parli, si capisce che ci tieni tanto e che non si tratta di un desiderio come un altro per te. Sono davvero felice di averti conosciuto, seppur solo virtualmente.

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  4. Interessante, magari un po’ lungo, forse potrebbe essere piu’ “accattivante”. Secondo me hai toccato tanti temi, rischiando di uscire …dal tema. Si vede che hai passione, a rendere un “pezzo” leggibile, accattivante ed interessante si impara.
    Continua a scrivere e metti attenzione al miglioramento continuo.
    buon weekend

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    1. Prima di tutto, ti ringrazio per aver letto e per aver commentato.
      Quanto alle critiche costruttive, io purtroppo solo prolissa e divago tantissimo, fa proprio parte di me. E secondo la mia idea di scrittura, scrivere dovrebbe far sentire liberi ed io mi sento libera in questo modo. Chiaramente ognuno ha i propri pensieri, anzi ti ringrazio per avermene parlato, soprattutto riguardo all’essere più “accattivante”: su questo posso assolutamente migliorare.
      Certo, continuerò a scrivere senz’altro e cercherò di migliorarmi. Grazie mille davvero per la tua riflessione.
      Buon weekend anche a te!

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      1. Grazie a te di aver accettato il mio punto di vista. e per essere venuta a leggere il mio blog. Guarda sulla liberta’ mi trovi d’accordo, ci mancherebbe, anche io scrivo per me prima che per gli altri e scrivo solo quello che mi piace. per questo lo tengo anonimo.
        Mi sono reso conto che l’equilibrio tra scrivere per il proprio piacere ed il piacere di ricevere gratitudine perche’ abbiamo aperto una visione, abbiamo messo in parole quello che qualcuno prova e sente, passa per un modo di scrivere che ingaggi e trattenga il lettore.
        (spero sia utile)

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