Un legame indissolubile

Mi dicono che devo essere felice, che devo riprendermi, che la mia vita deve ritornare quella di prima ma io non ci sto riuscendo. In questi giorni ti ho scritto decine di volte, ho fissato intensamente la croce per ore, ho accarezzato le foto in cui sei ritratta. Paradossalmente ho ancora delle forze per piangere, dopo giorni in cui non ho fatto altro che questo. Sei andata via e non ritornerai più: devo accettarlo, devo abituarmi. Vorrei fosse stato un brutto sogno, vorrei non aver sentito a notte fonda la voce metallica di mia zia che tremante mi pregava di passarle mia madre, dalla cui voce a dir poco sconvolta ho intuito l’accaduto. Non ci credo ancora. Non credo ancora che questo sia successo a te che sei una costante per me, che sei il mio punto di riferimento. Perché tu sei ancora: non ce la faccio a parlare di te al passato. Avrei voluto non far finire la nostra ultima conversazione, avrei dovuto capire quanto stessi male anche se lo nascondevi a tutti, anche se non c’erano sintomi abbastanza preoccupanti. Fino all’ultimo momento sei stata una donna meravigliosa, piena di vita, amorevole, attenta: ti sei accorta, con gli occhi socchiusi, del mio rossetto rosso, cosa che non accadeva da tempo. Quel rossetto lo conserverò come fosse un lingotto d’oro, così come conserverò ogni singolo ricordo che ho di te. Quell’ultimo giorno in cui ho sentito la tua voce, tu mi hai rassicurato dicendo che ci saremmo viste presto, mi hai detto ancora una volta che sono una bella ragazza, che merito di essere felice, che sei fiera di me e dei miei risultati all’università. Abbiamo persino parlato di Sanremo, dei cantanti più giovani che ti hanno colpito, malgrado la tua età.

La cosa che mi fa più rabbia è che non ci vedevamo dal vivo da mesi perché avevo paura di contagiarti, di strapparti quella vita che poi ti è stata tolta comunque.

Ho forse sottovalutato troppo la tua presenza: avrei dovuto chiamarti di più e non solo qualche volta, avrei dovuto bombardarti di domande e non attendere di fare tutto questo nel momento in cui ci saremmo riviste. Quella sera non avrei dovuto solo piangere perché avevo paura di perderti: una parte di me se lo sentiva. Avrei dovuto pregare anche se pareva una presa in giro, visto che da un annetto a questa parte non so nemmeno più cosa sia la fede, io che sono sempre stata cattolica praticamente.

Io ci speravo, sai, in quell’abbraccio pazzesco senza mascherine, io e te come una volta, sul divano, con il tuo girello a sfiorarci, con la musica in sottofondo, con te che inserisci le tue graziose mani sul mio capo riponendo i miei capelli dietro l’orecchio e mi ami come solo tu sai fare. Hai voluto talmente bene a tutti da tralasciare te stessa, da metterti in secondo piano. Mi hai protetto più volte di quante chiunque meriterebbe, hai trovato lati positivi persino nei miei insuccessi, mi hai insegnato a credere in me stessa. Io non ce la faccio più a sentire i pianti di mia madre, a vedere gli occhi lucidi di mio fratello, a ritrovarti solo nelle foto, a fingere che vada tutto bene.

Non sto bene ma tornerò a sorridere presto, in men che non si dica. Lo devo a te che per me hai fatto tanto e continuerai a farlo da lassù, ovunque tu sia. Non devo mollare la presa. Un giorno ci rivedremo sul serio, in quel posto per me ancora solo ipotizzabile. Sarà un incontro bellissimo, un incontro per cui devo ancora pazientare, vivendo nel frattempo al meglio la mia vita. Un pezzo di me è scomparso con te ma non è perduto del tutto: posso ancora recuperarlo, ricostruirlo tenendo vivo il tuo ricordo, omaggiandoti per sempre. Io non faccio mai promesse perché detesto promettere e poi non avere il controllo di tutto, non poter mantenere la parola data ma credimi, io farò di tutto per tenerti incastrata nel mio cuore. Tu da me non scappi. Ti tengo stretta a me per l’eternità.

Ti amo.

Questo non era un articolo programmato. Purtroppo è una delle tantissime cose che ho scritto in questa settimana per sfogarmi, a seguito della perdita di una persona a me cara, carissima. Perdonate il mio italiano non troppo corretto, i riferimenti non spiegati, le frasi troppo corte e sconnesse tra loro. Ormai sapete quanto io ci tengo a voi, quindi ho voluto trasferire qui su l’ennesima parte della mia vita, sperando di non averti reso troppo tristi in questi minuti di lettura.

Mi servirebbe un abbraccio forte in questo momento, uno di quelli che la mia lei era solita darmi. Si accetta tutto, anche meraviglie virtuali. Vi ringrazio in anticipo per aver letto. Vi voglio bene: almeno a voi lo dico, prima che possa pentirmi di non avervelo detto abbastanza volte. Mi auguro e vi auguro che il prossimo testo sia più leggibile e scritto con uno stato d’animo migliore, con una me più concentrata. Vi auguro un buon proseguimento di giornata, a presto!

THE MESS

42 risposte a "Un legame indissolubile"

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  1. Ho perso mia nonna l’11 febbraio… Permettimi di abbracciarti forte, ma non solo virtualmente, anche spiritualmente, emotivamente, umanamente, e in ogni altro modo ci si possa abbracciare… Ti voglio bene anche io, anche se non ci conosciamo di persona, ma abbiamo iniziato/imparato a conoscerci con questi scritti.
    Perché “nessun uomo è un’isola”.

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    1. Mi dispiace tantissimo anche per te, possiamo capirci alla perfezione allora. Abbracciamoci il più forte possibile, anche se virtualmente. In questo momento sto cercando di coinvolgere quanti più sensi per unirmi a te 😉
      Esattamente, anche se non ci conosciamo dal vivo, poco a poco stiamo imparando a conoscerci.
      (Bella la questione della non-isola)

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  2. purtroppo quest’anno è stato tragico per molti di noi, capisco perfettamente il tuo dolore, io a gennaio ho perso mio padre, nell’arco di 2 settimane il covid l’ha portato via. Quello che ti posso dire è di non tralasciare gli affetti che hai, di vivere la tua vita, di farti coraggio e sorridere al domani. Chi ci ha amato, chi ci ha voluto bene fino all’ultimo giorno, non vuole vederci soffrire, ma ci prega di sorridere, di farlo per chi ci sta attorno.
    Un enorme abbraccio amica, anche se non ci vedremo mai di persona, il mio affetto possa ugualmente giungere a te con tutta la dolcezza di cui puoi aver bisogno! 🤗

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    1. Diamine, mi dispiace per tuo padre, davvero. Purtroppo anche per noi la perdita è avvenuta nel giro di pochissimo tempo, pochi giorni.
      Colgo il tuo punto di vista e cercherò di farlo mio per quanto ci riuscirò.
      Quanto alla sofferenza che non dovrebbe esserci, posso dirti che è l’unica cosa che mi fa stare meglio: mi spiego. So che lei non avrebbe mai voluto vedermi triste, quindi cerco di esserlo il meno possibile (almeno nei giorni a venire andrà così, suppongo).
      Un enorme abbraccio anche a te, carissimo (mi è giunta la dolcezza, grazie mille)!

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  3. Ho pianto anche stavolta amica mia!! Sai purtroppo posso ridurmi solo ad un abbraccio virtuale ma sai se fossi stata con te che avrei fatto ormai mi conosci, saresti diventata polvere per quanto ti avrei stretta a me!!
    Mi dispiace ancora tanto per la tua perdita!!
    E sappi che ti voglio un bene dell’anima e se avessi mai bisogno di una spalla sai chi cercare!!
    Sai commento raramente ma questo non lo so mi ha spinto a farlo!! ❤❤

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    1. Tesoro miooooo, non ne dubito assolutamente! Mi devi un abbraccione enorme non appena scendi ahahah
      Sai che conto tantissimo su di te, non devi ricordarmi ulteriormente quanto tu sia importante per me ahahah
      Io ti ringrazio per aver letto e commentato allora! Un bacione enorme Anneeeee

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  4. Un grande abbraccio di vicinanza! E, se possono aiutare, lascio il link alle parole di Benedetto Croce su “I trapassati” (parole all’inizio un po’ “dure”, ma poi pian piano conducono i nostri cari verso la prospettiva di “gloria” e se ne trae un gaio senso di serenità): [https://ojs.uniroma1.it/index.php/lacritica/article/view/7300/7282].

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  5. Anche io ho perso una persona cara, mio padre. Questo periodo mi ha ovattato la mente al punto che in certi momenti credo ancora sia qui accanto a me. Invece è morto solo, in una stanza di ospedale, paradossalmente non per il Covid… quindi avremmo potuto dargli un ultimo abbraccio e invece ho sfiorato le sue fredde mani dentro una scatola di legno …. Questo periodo non mi ha reso migliore, anzi la mia proverbiale compostezza in questo momento è schiacciata da uno straziante urlo che mi soffoca la gola.

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    1. Purtroppo possiamo capirci: è brutto affermare qualcosa del genere in queste circostanze. Mi dispiace per la tua perdita, spero che a poco a poco tu possa stare meglio. Chiaramente ci vorrà del tempo, non starai mai alla perfezione ma almeno puoi continuare la tua vita malgrado tutto: glielo devi.
      Ah e quell’urlo che ti soffoca la gola fallo uscire fuori. Urla, piangi, rompi qualsiasi cosa: a me stanno aiutando proprio questi gesti. Fa malissimo tenersi tutto dentro, credimi!

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  6. Ti capisco molto, molto bene, e ti sono vicino, vedrai che i ricordi belli pian piano prenderanno il sopravvento. Questa canzone di Bilie Holiday è la migliore per ricordare e per risentire chi se n’è andato:

    E comunque il tuo ricordo è scritto molto bene.
    Lucio

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  7. Che vulcano di emozioni… Mi sono commossa… Condoglianze sincere. La perdita di una persona cara è un dolore immenso… Anche a distanza di anni le cicatrici fanno male, ma abbiamo i ricordi, quelli tangibili e quelli di cuore che vivranno sempre in noi. Un abbraccio!
    Strega

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    1. Ciao, scusami se ti rispondo con qualche giorno di ritardo ma purtroppo non sono entrata sul blog in questi giorni per i tanti impegni. Sono grata del fatto che tu abbia accomunato i tuoi stessi sentimenti ai miei: questo dimostra che possiamo capirci ed io ti sono molto vicina. Ti ringrazio per i complimenti e per tutto quello che mi hai comunicato leggendo il commento. Un abbraccio fortissimo anche a te!

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