Il mio posto nel mondo

In ogni fase della propria vita si è soggetti a cambiamenti, talvolta drastici. A volte, quelli stessi cambiamenti ci fanno crollare a picco facendoci sentire minuscoli, facendoci sentire in colpa. Altre volte, invece, le novità ci fanno gioire, mutando la nostra intera visione di ciò che ci circonda.

In questo preciso momento, posso affermare con quasi la totale certezza di essere soddisfatta di ciò che sto costruendo. Per questo, vorrei concentrarmi sugli ultimi avvenimenti positivi piuttosto che farvi deprimere.

La mia potrebbe essere una gioia immotivata agli occhi dei più ma sono stanca di sottomettermi ai giudizi degli altri e seguire come un mulo i loro consigli-ordini. Dunque, sperando che voi siate molto più aperti mentalmente, vi permetto di entrare nella mia vita come degli ospiti ben accetti per tutta la restante parte dell’articolo.

Senza farvi spazientire ulteriormente, ve lo confesso: il mio star bene deriva dalla mia esperienza universitaria attuale. Per quanto possa essere stressante il mio corso di laurea, come tantissimi altri senza alcun dubbio, riesco a cogliere sempre il meglio da quest’opportunità che i miei genitori hanno deciso di fornirmi, facendomi continuare a studiare quello che desidero. Il “meglio” sta nei rapporti con la comunità studentesca. Non parlo chiaramente delle amicizie perché non ci sarebbe niente di troppo speciale tale da farmi brillare gli occhi all’improvviso. Per carità, ho conosciuto persone eccezionali con cui condivido ogni cosa, persone divenute per me più strette ed importanti rispetto a tante altre che conosco da anni ed anni. Tuttavia, non si tratta di questo. E’ qualcosa di nuovo, mai provato prima.

Le emozioni descritte derivano dalla realtà dell’associazione studentesca a cui sono fiera di appartenere. Quando sono entrata a farne parte, non avrei mai immaginato di arrivare al punto in cui sono ora: un conto è collaborare; un altro è credere fortemente nelle proprie azioni.

Ce la sto mettendo tutta per potermi sentire “utile”, per non indossare un segno identificativo dell’associazione solo per gusto estetico, senza onorarla.

Negli ultimi tempi, ho potuto porgere aiuto a diverse persone, per lo più matricole. Ho compreso il significato di altruismo disinteressato, senza uno scopo preciso, senza un tornaconto. Cosa mi rende entusiasta? Il fatto che in molti ormai mi prendano come punto di riferimento, mi ringrazino allo sfinimento anche solo per un’informazione riferita puntualmente ed in modo dettagliato. Non che io non cercassi di sostenere gli altri, tra cui amici e parenti, già da prima ma adesso è diverso. Non so spiegarvi esattamente per quale motivo io senta questa spinta a continuare ad agire ma accade e non desidererei mai che finisse di esserci per mia volontà.

Oltre all’aiutare gli altri, mi sono resa conto di come ci si comporta in un gruppo, di quanto sia importante non agire da soli e di testa propria. Sapere di avere centinaia di persone al tuo fianco è incredibilmente incoraggiante. La suddivisione dei compiti, il confronto anche riguardo a tematiche futili senza che qualcuno venga privilegiato rispetto ad un altro, le differenze di età totalmente ignorate non sono cose da poco, secondo me.

La parte più critica in tutto questo è il doversi assumere pienamente le proprie responsabilità per ogni indicazione data. Sono tante le volte in cui ho commesso degli errori in quanto, essendo io una persona molto impulsiva, tendevo a voler rispondere in fretta senza far aspettare qualcuno, pur non avendo totalmente certezza di cosa io stessi dicendo. Adesso però ho capito che un errore come quelli costa eccome: potrei anche erroneamente far andare fuoricorso qualcuno, per estremizzare. Quindi ho appreso il modo corretto in cui agire: pensare molto prima di dare conferme. E’ ciò che i miei genitori hanno provato ad insegnarmi sin da piccola, è ciò che la ragazza che mi ha fatto entrare in associazione ha voluto comunicarmi ma ho sempre e solo sentito. Invece, ora mi sto impegnando ad ascoltare, a empatizzare ancor più di quanto già non facessi prima. Ciò non significa assolutamente, come al contrario altri pensano, che io debba togliere necessariamente tempo allo studio, alla cura della mia persona, ai miei rapporti personali.

Basta anche solo un minuto al giorno utilizzato come si deve sostenendo una giusta causa per potersi sentire appagati.

Spero che in parte possiate condividere il mio pensiero, il mio piccolo punto di vista. Se avete vissuto o vivete ancora delle esperienze del genere, che siano volontariato o semplice sostegno nel vostro piccolo, non esitate a comunicarmelo qui sotto. Immagino che sia giunto il momento di salutarci.

Siate responsabili, vi prego. Non vorrei essere l’ennesima persona a ripeterlo ma abbiamo bisogno di unirci dinanzi ad una causa comune. Se continuiamo a fregarcene, non saranno solo anziani o persone più deboli di noi a pagarla: prima o poi, “ciò che fai ti sarà fatto”, come ripete mia madre in continuazione.

Dopo questa breve digressione, vi saluto seriamente e vi lancio infiniti baci!

THE MESS

43 risposte a "Il mio posto nel mondo"

Add yours

  1. Grazie, cara, di aver lasciato la porta socchiusa, così che noi potessimo condividere con te le belle esperienze di cui racconti. Capisco bene il tuo stato d’animo. Io insegno e so bene quanto una parola possa incidere negativamente (e anche positivamente) su un’altra persona. La dimensione educativa, vogliamo chiamarla così, ci investe di grandi responsabilità. Già, in fondo “responsabile” possiamo renderlo con “abile alla risposta”, come sostiene un mio caro amico.
    Fai bene a condividere ciò che a tua volta è stato condiviso con te. Questo, in fondo, dovremmo fare tutti.
    E visto che ci hai aperto il tuo scrigno emotivo, una piccola curiosità: che facoltà frequenti?
    Grazie di tutto, anche se non ritenessi adeguato rispondere.

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    1. Grazie mille a te, per la pazienza con cui hai letto l’ennesimo mio articolo. Sono felice che tu possa comprendere il mio stato d’animo e accetto pienamente il consiglio dell'”abile alla risposta”.
      Io frequento Biotecnologie mediche e farmaceutiche: spero che tu sappia di cosa si tratta ahahah
      Grazie mille ancora, davvero,

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          1. Carissima, non è certo un segreto! Mi sono laureato in lettere classiche, ma con una tesi in storia contemporanea: ho approfondito la biografia intellettuale di un grecista e latinista, che si chiama Goffredo Coppola, che ha insegnato negli anni 30 e 40 all’università di Bologna, la nostra, ed è stato fucilato a Dongo durante la fuga verso la ridotta della Valtellina. Insomma, più che altro una tesi in storia della filologia. Il testo della tesi è poi stato pubblicato. Il dottorato, invece, verteva su Tertulliano, in letteratura latina cristiana antica.
            Oggi mi occupo anche di molto altro, soprattutto letteratura umanistico-rinascimentale neolatina e poesia tra Otto e Novecento.
            Nel frattempo, provo anche a insegnare al liceo scientifico…
            Ma ti ho annoiata anche troppo…

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            1. Caspita, è un gran bel percorso! Io adoro la letteratura latina. Ho anche approfondito le mie conoscenze a riguardo, per non limitarmi alle nozioni datemi al liceo scientifico. Per quanto concerne la letteratura greca, invece, non ho avuto modo di addentrarmi poi tanto in alcuna lettura.
              Spero tu stia vivendo dei begli anni in quanto insegnante (eliminando il 2020 chiaramente).

              Non mi hai annoiato per niente: era tutto scorrevolissimo come sempre!

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              1. Diciamo che a scuola la componente umana gioca moltissimo nell’insegnamento. Certo, te lo confesso candidamente, avrei preferito continuare a fare ricerca. Ma, come scrivi tu, forse il mio posto nel mondo era un altro.
                La scuola dona ciò che spesso all’università non si trova ed è, credo, quello di cui hai parlato tu nell’articolo.
                Anche io amo visceralmente la letteratura latina. Relativamente a quella greca, ti posso consigliare la mia traduzione di SAffo, uscita un paio di anni fa per i tipi della Rusconi.
                Anche tu, sai, scrivi molto bene. È un piacere sempre leggerti…

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                1. E’ un vero peccato che tu non continui a fare ricerca. Tuttavia, hai un lavoro che ti gratifica e questo non è da poco.
                  Saffo: fantastica. Ho avuto l’onore di leggere solo due piccoli frammenti al liceo ma non ho mai trovato niente di più nemmeno sul web ;(
                  Vado immediatamente a cercare la tua traduzione, senz’altro.

                  Grazie mille: mi incoraggi sempre moltissimo!

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                  1. Beh, diciamo che non faccio ricerca per l’accademia, per ma in accademia sì, nel senso che la comunità scientifica esula dal ristretto “particulare” universitario. In tal senso, la scrittura di saggi e articoli, la traduzione, lo studio sono ricerca. Poi la scuola completa il quadro: non sai quanto serva a chiarirsi le idee doverle chiarire agli altri!
                    Per Saffo, direi che tu dovresti trovarla: l’ho fatta assieme all’amico grecista Camillo Neri (lui ha curato tutti gli apparati). Se non la trovi, fammi un fischio.
                    HO tradotto pure Catullo ed Erasmo. Insomma, dai, mi diletto un po’ di qua e un po’ di là.
                    Il mio grande amore resta la poesia. Anche in queste pagine ne metto. Con l’attività didattica i tempi si riducono, ma l’estate è un ottimo momento.
                    Ah, non ti ho detto grazie a ciò che mi hai scritto (sulla mia persona intendo)… provo a essere semplicemente me stesso. Poter parlare con altri che hanno la mia stessa passione è motivo di arricchimento personale. Mi pare di capire sia la stessa cosa pure per te. e di questo sono molto lieto.

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                    1. Qualcosa l’ho capito anch’io adesso, grazie.
                      Continuo a cercare ma, se non dovessi trovare nulla, ti avviso senz’altro.
                      La poesia è magica: niente da aggiungere.
                      Condivido il tuo pensiero sulla questione del confronto, che ritengo essere essenziale.
                      Ti auguro di trascorrere una buona serata 😉

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                    2. Certo, carissima… ecco, non so nemmeno il tuo nome, ma va bene così: fammi sapere se non lo trovi. Sono curioso di sapere il tuo giudizio.
                      Sulla poesia, che vale poi in senso lato come letteratura, immaginavo pure tu la pensassi così: si evince da ciò che scrivi e da come scrivi.

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    1. Questo è un o di quegli articoli in cui parlo della mia vita privata ma non è collegato agli altri. Cerco sempre di rendere accessibile a tutti la lettura.
      In questo caso, sì, più o meno hai afferrato il punto: aiutare gli altri mi rende davvero una persona migliore. Mi sento bene con me stessa, anche perché dagli altri si apprende molto. Poi questo aumenta anche la mia empatia, che già è alle stelle.
      E sì, credo sia giunto il momento di prendermi delle responsabilità anche nel sociale e non solo a livello personale.

      Spero tu possa aver apprezzato quest’articolo e, se ti va, puoi farmi sapere cosa ne pensi.
      Mi auguro che tu legga anche altri miei articoli, anche riguardanti temi completamente diversi. Sono presenti testi anche di altre persone (siamo in 4), quindi occhio alla firma finale ahahah

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      1. Ti chiedo perché anch’io cercavo come riscontro della mia felicità nel far bene agli altri. Ora ho capito che facendo star bene me stesso, faccio anche bene agli altri di riflesso.
        Però concordo sul discorso responsabilità.

        Io ero convinto foste in 2, ma forse ho capito male oppure mi son perso qualche passaggio.

        PS: ciao sorellina! 😜

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    1. Mi sono spiegata male forse. Non faccio del bene per stare bene: non sarebbe vero altruismo altrimenti. Lo “stare bene” è una conseguenza di cui mi sono resa conto da poco, come ho scritto abbondantemente. Dunque, notando che le due cose sono correlate, faccio del bene sia a me stessa che agli altri.
      Spero sia un pò più chiara la questione adesso 😉

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  2. è illuminante leggere l’appagamento emotivo che ti ha trasmesso questo tuo percorso di vita, sicuramente sentirsi parte di un progetto e vedere altra gente che ci stima è una soddisfazione enorme, che non tutti hanno la fortuna di poter provare. Spero che questo tuo stato d’animo ti porti a condurre una vita ricca di grandi soddisfazioni, anche se non ti conosco, sento che te la meriti tutta… 😉

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    1. Buongiorno! Sei davvero gentilissimo, ti ringrazio! È proprio come tu dici: è una soddisfazione che, per quanto possa sembrare di routine agli occhi altrui, ai miei sembra pazzesca. Sono entusiasta di poter provare qualcosa del genere e di aver scelto questo percorso. Un abbraccio 😉

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  3. Ciao. Le esperienze di questo tipo e le relazioni che le caratterizzano ci arricchiscono enormemente e ci gratificano. Nelle relazioni in generale ed in particolare in quelle d’aiuto, bisogna essere sempre curiosi e aperti alle differenze. Il tuo entusiasmo è contagioso! Continua così!

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  4. Posso capire molto bene il tuo discorso. Oltre che essere laureata, solo altruista per natura quindi condivido il tuo entusiasmo e il tuo star bene.
    Poi a mio avviso, far parte di gruppo che fa delle azioni positive in generale è molto stimolante.
    Ciao e grazie di aver condiviso una parte di te con noi!🤗

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