Sfatiamo un mito

L’altro giorno stavo scorrendo allegramente il mio feed di Instagram, quando all’improvviso mi sono soffermato su un post di una fanpage di Glee. Non so se conoscete la serie tv, ma io vi consiglio fortemente di andarla a guardare: non solo è ben fatta, ma se si pensa in che anni è stata prodotta, diffonde messaggi che prima erano guardati con ancor maggiore suscettibilità di quanta ne possano avere oggi. Ma tornando sui nostri passi, sul post era scritta in caratteri cubitali una grande verità, che in pochi oggi considerano tale, e che per la prima volta mi ha fatto sentire come se l’idea che avevo avuto di una scena della serie (che mi ha profondamente deluso in questo caso) non era sbagliata, è il mondo in cui viviamo ad esserlo, o semplicemente è addormentato.

Adesso vi racconterò la scena, non vi posso mostrare il post non avendone l’autorizzazione. Una ragazza, Tina, si innamora di un ragazzo omosessuale, Blaine, con cui ovviamente sa che non può funzionare, ma decide che vuole provarci lo stesso (già qua fa ridere, ma ok). Nella puntata, il ragazzo in questione prende un forte raffreddore e Tina, da buona amica quale è, decide di dargli dei rimedi casalinghi per farlo stare meglio (e fin qui tutto normale), più tardi, a casa di Blaine, lei si dichiara, ma lui si addormenta senza aver sentito ciò che lei aveva da dire, è qui che avviene ciò che non sarebbe mai dovuto succedere: lei, approfittando dell’incoscienza dell’amico, si poggia a gambe aperte su di lui, gli sbottona la camicia e, in maniera sensuale, gli spalma una crema (da lei regalata… quanta dolcezza!) sul petto.

Molti di voi ora mi diranno che è solo una ragazza che sta aiutando il proprio amico, qual è il problema? Proviamo capovolgendo i ruoli, fate finta che ora sia Blaine a fare la stessa cosa a Tina, senza aggiungere niente, anzi, non consideriamo nemmeno che lui non sia attratto fisicamente da lei, la scena diventa questa: un uomo si struscia su una donna incosciente. Adesso scommetto che ci vedete una violenza sessuale, ma perché precedentemente non lo era? Solo la donna può esserne vittima? Durante la serie, da questo momento in poi, questo accaduto diventa un semplice scherzo fra amici che esce come un fungo quando si vuole far ridere il pubblico, e anzi, nella stessa puntata Blaine è costretto a chiedere scusa perché non solo non ricambia il sentimento di Tina (che malfattore!), ma è accusato di sfruttare la ragazza che lo ha tanto aiutato a stare meglio. Ora, la violenza sulle donne è fra ciò di più schifoso esiste in questo pianeta, ma veramente vogliamo decidere che vale solo se è un uomo a perpetrarla? Perché solo l’uomo può essere carnefice? Solo perché ci è stato insegnato che l’uomo è forte e vigoroso e la donna è debole e femminile? Tutto ciò non fa altro che aumentare la nostra percezione sugli stereotipi di genere come qualcosa di normale, ma non è normale (cosa lo è?), è distruttivo per l’intera società.

Se mi volete ancora convincere del contrario, ora vi racconto anche la mia personale esperienza, anche se penserete che non è tutto questo granchè. Spesso, senza nessuna cattiveria o intenzione di farmi male, delle mie amiche mi danno un pacca sul sedere, oppure mi è anche arrivato qualche ceffone (senza che io avessi fatto niente di male… per scherzare); proviamo a fare lo stesso gioco di scambi di ruoli che abbiamo fatto prima: cosa pensereste di un uomo che si comporta in questo modo con le sue amiche e come reagirebbero queste? Devo essere sincero, io quando avviene mi sento deprivato della mia dignità, tralasciando che non posso neanche rispondere perché devo “fare l’uomo” o devo “essere contento” perché significa che “piaccio”, se poi rispondessi al fuoco col fuoco non ne parliamo. Nonostante stiamo parlando di uno scherzo di per sé innocuo e quelle mie amiche non desiderino procurarmi del male (psicologico o fisico che sia), questo è ciò che provo, ora cercate ad immedesimarvi in un uomo che vive una violenza domestica giornalmente e che non può denunciare perché non sarebbe creduto, o poiché minacciato dalla moglie di denunciarlo a sua volta, o perché non reggerebbe le derisioni che ne conseguirebbero. Come vi sentireste? Denuncereste? Personalmente no, eppure so che bisognerebbe farlo.

Ho con poche parole dimostrato che anche l’uomo può essere vittima, sfatando il mito dell’UOMO e costruendo quello della PERSONA. Non ho messo in gioco alcuno studio perché preferisco lasciare a voi il compito di educarvi, come esercizio a casa se vi ho mosso un minimo la coscienza.

Ps: mi dissocio da qualunque commento omofobo, misogino, misandrico, o quel che sia, che sono sicuro leggerò. Io non accetto l’ignoranza, specialmente con argomenti delicati come questo. Inoltre non è assolutamente mia intenzione negare la violenza sulle donne, voglio semplicemente soffermare la vostra attenzione sull'esistenza anche della violenza sugli uomini perpetrata da donne.

-Loki

23 risposte a "Sfatiamo un mito"

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  1. Semplicemente la violenza verso un uomo è un fenomeno statisticamente irrilevante rispetto alla violenza sulle donne. Dire “c’è anche la violenza sugli uomini” in questo
    momento storico è un modo per equiparare i due livelli di violenza. Poi dire che quello di spalmare una crema sul petto sia una violenza mi sembra grossa. Non funziona l’invenzione dei ruoli, il senso delle donne è zona di attrazione sessuale , cosa che non è il petto degli uomini. Se volevi invertire i ruoli potevi dire … che l’uomo spalmava la crema sul braccio dell’amica, ed ecco che ogni cosa sarebbe andata al suo posto. Per ultimo, parlando di vera violenza, quanti uomini vengono stuprati dalle donne?

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    1. Quindi se la povertà fosse un problema solo di due persone sarebbe meno rilevante? La verità è che se vogliamo parlare di parità di genere dovremmo cominciare a vedere le cose come stanno e NON nasconderci dietro al fatto che i numeri siano più bassi. Da femminista ti posso assicurare che il commento che hai appena fatto è sessista, anche verso le donne: hai appena affermato, indirettamente, che la donna è l’unica e sola vittima. Concludo gentilmente col dirti che i numeri puoi trovarli benissimo facendo una ricerca su internet (tramite siti affidabili, magari), con occhio oggettivo e critico.

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        1. Tralasciando che chiudersi a riccio nelle proprie idee è la cosa più sbagliata che esista, ma perché non cerca di capire il significato di quello che ho cercato di condividere? Nella società, se continuiamo a distinguere questo o quello, non supereremo mai il muro che si è creato ormai da anni fra i generi. Concludo col dire che la mia collega (donna) è d’accordo con la mia tesi, dobbiamo scavalcare questo muro; detto questo, buona continuazione di serata 🙂 .

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            1. “Non interverrò ulteriormente”… io le consiglierei pane e coerenza, tralasciando che la possibilità di discussione si era chiusa dal momento in cui lei non sa neanche scrivere in un italiano corretto, le ho anche dato troppa importanza in questa sezione commenti.
              Mi scusi, io cerco di rispondere in modo docile e pacato, ma lei riesce veramente a toccare i miei nervi più sensibili. Con questo, le ho anche dato troppa importanza, da me sicuramente non avrà più alcuna risposta. Buona serata 🙂 .

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              1. Scusa se mi intrometto, ed andream non ha certo bisogno della mia difesa, ma definirlo sessista non c’è niente di più lontano dal vero.
                Poi la tua frase sull’italiano non ha senso.
                Sulla discussione, credo che in effetti esistano molte violenze soprattutto psicologiche fatte su molti uomini, ma non certo sessuali per ovvi motivi.

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                1. Sessismo:”tendenza a discriminare qualcuno in base al sesso di appartenenza” (Preso dal vocabolario Treccani). A lei le conclusioni, ma a me pare sessista affermare che una violenza sia meno importante di un’altra a seconda del sesso della persona; è violenza, non fa differenza contro chi venga fatta, di conseguenza è un fatto che va risolto.
                  Per quanto riguarda la violenza sessuale, le posso dare ragione fino a un certo punto, immagini che a molti uomini vengono somministrate con la forza o a loro insaputa sostanze come il viagra, di conseguenza non c’è alcuna scelta lasciata alla vittima.

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  2. a mio avviso bisogna sempre distinguere le cose, un conto è usare violenza in senso negativo, ovvero fare male intenzionalmente, sia che si tratti di donne o uomini, un conto è fare scherzi banali che il più delle volte rientrano nei giochi di coppia, innocui e piacevoli allo stesso tempo. Capisco che spesso certe situazioni vengono travisate, ma direi che la linea fra gioco e violenza a mio avviso è molto marcata.

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    1. Il mio discorso non era mirato a distruggere le differenze, ma a sensibilizzare ad una visione egualitaria di queste.
      In realtà, a parer mio, la linea fra gioco e violenza non è poi così tanto marcata, è una linea che si sposta da persona a persona, a seconda del vissuto e del carattere dell’individuo in questione, come conseguenza bisognerebbe adattarsi a chi si ha di fronte. Inoltre la questione del gioco di coppia è un argomento a cui, sinceramente, non stavo puntando col mio articolo.
      Concludo con il ringraziarla per il suo commento 🙂 .

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  3. Allora io sono in parte d’accordo con te… Premetto che non credo nella parità dei sessi, non c’è e siamo ancora ben distanti dall’averla. Detto questo il problema sono i meccanismi che si sono creati, le donne hanno quei atteggiamenti anche con altre donne… Io sono bisessuale (è semplicistico definirmi così comunque per far capire il concetto mi darò sta etichetta ). E ti posso assicurare che ci sono molte lesbiche che ci provano con le etero (perché potenzialmente nessuna donna è etero secondo loro) , così come è pieno di uomini che ci provano con le lesbiche (perché secondo loro sono lesbiche perché non hanno trovato l’uomo che gli ha fatto cambiare idea)… Le stesse lesbiche non si fanno così tanti problemi a dare una pacca sul sedere a un altra donna (non tutte per fortuna), come mi capita di frequente che “nonnette” mi diano una palpata al sedere in buona fede probabilmente ricordando i tempi in cui erano giovani, ma io la trovo sempre un invasione a maggior ragione dato che etero non sono…

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    1. Sono certo (e spero) che si sia sbagliato/a nel dire “non credo nella parità dei sessi”, volendo magari esprimere il concetto del non essere ancora arrivati ad una visione egualitaria dei generi, contrariamente starebbe affermando che crede che nella società un uomo o una donna debbano essere trattati in maniera discriminatoria. Per ciò che mi ha detto dopo, non metto in dubbio che ci sia violenza anche in altri ambiti della sfera sessuale, ma il mio discorso era mirato a mostrare la violenza solo come “violenza su un essere umano”, e non come “violenza su un uomo” o “violenza su una donna”.
      La ringrazio del suo commento, spero di essere stato esaustivo 🙂 .

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  4. Tra Rachel e Tina devo dire che Blaine ha proprio un vero talento nell’attrarre ragazze xD la serie ha parecchi momenti assai discutibili. Tina in effetti ha un po’ esagerato. Poteva aiutarlo in modo meno irruento magari quando si svegliava e dopo averglielo chiesto. Ridere e scherzare su questo in effetti fa passare un messaggio sbagliato. È stata una pessima scelta e non è nemmeno l’unica nel corso di una serie così bella ed educativa per i messaggi che dà ai ragazzi.

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  5. Guarda, in uno dei miei articoli ho parlato di un personaggio della serie che io ho trovato molto di cattivo gusto per come viene presentato. Il personaggio è Sugar Motta e se ti va di dare un’occhiata all’articolo si intitola “La sottile linea tra onestà e mancanza (totale) di rispetto”. Sul mio blog parlo di Autismo e il personaggio mi serviva per un discorso più ampio.

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  6. la violenza avviene ogni volta che una persona viene “violata” nella sua volontà. Ci sono certamente atti più deprecabili di altri. Nella scena che hai descritto ci trovo molta violenza perchè la ragazza era a conoscenza dei gusti sessuali del ragazzo ma se ne è altamente fregata provandoci… Se il ragazzo avesse risposto con un sonoro ceffone …ecco tutto sarebbe stato ridotto all’atto di violenza di un ragazzo. Un uomo per la società è difficilmente soggetto a violenza sessuale se non da parte di un altro uomo … Ma tutto cambia significato se la vittima finale è un bambino …in quel caso non c’è distinzione di sesso … Purtroppo la nostra società è ancora troppo “vecchia” e settoriale . a mio parere

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