Basta.

Stracciamo vite, ci troviamo in delle circostanze che non ci vanno particolarmente a genio, sprechiamo tutto con la stessa facilità con cui riduciamo in innumerevoli pezzi delle carte che non ci servono più: le gettiamo tentando un canestro nel cestino, mantenendo rigorosamente la nostra posizione inclinata sulla sedia con le rotelle che ci è di diritto e ci dirigiamo alla svelta verso il primo fast food aperto, consumando cibo come se non mangiassimo da secoli o non dovessimo più mangiare per tutta la vita, come se non avessimo più tempo di far nulla.

Viviamo nella costante condizione della fretta, del dover terminare ogni cosa ma non ne siamo affatto in grado e sapete, non lo saremo mai se non ci diamo quella famosa “regolata” di cui i genitori ostentavano/ostentano la potenza nel momento di ogni sacrosanto rimprovero. Mettiamoci nella condizione di guardarci intorno e di vedere quanto, in realtà, non iniziamo un bel niente. Non dobbiamo fare tutto se non riusciamo a portare avanti, e non dico a completare, almeno un obiettivo tra quelli che ci eravamo prefissi. Dobbiamo fermarci e pensare a noi, rielaborando così le idee di quel Blaise Pascal che non era poi così tanto male ma d’altronde, credetemi, non lo siamo nemmeno noi.

Basta dirci idiozie per renderci piccoli dinanzi agli altri o addirittura a noi stessi.

Basta cercare aspetti negativi che non esistono in qualunque essere ci si presenti innanzi o nella nostra subdola ed ingannatrice mente, magari anche ripetendo la stessa operazione di analisi più di una sola volta, che è già di troppo, infondo come vale per la maggior parte degli oggetti o delle persone che perseguiamo. Non fermiamoci ad osservare la copertina: scorgiamo piuttosto “l’uomo dietro la bestia”, il quale resterà per sempre il motto della mia vita, oltre che quello della Belle della Disney.

Basta vivere nell’angolino ed essere passivi, come direi io, “come lo schifo” e passatemi il termine perché, in questo caso, è di schifo che si tratta. Il non agire è uno dei peccati più gravi che qualcuno può ammettere di aver commesso, e ce lo ricorda Dante con la figura degli ignavi anche se quella è una questione un po’ più complessa da definire.

Basta desiderare cose impossibili. Dovremmo pensare al concreto e questa è una delle accuse che pongo anche a me stessa. Un conto è sognare e contemporaneamente vivere la propria vita; un altro è rimanere fermi nell’attesa che il nostro desiderio si avveri come per magia.

Basta pronunciare dei “basta” insensati riguardo ogni singola cosa: impariamo a sopportare il dolore, così come voi siete stati in grado di reggere questa cacofonia, e proviamo a comprendere che tutto è superabile.

Dunque, “viviamo e non sopravviviamo”, come si direbbe, ma non è questo ciò di cui voglio parlarvi, dal momento che, per esaurire l’argomento, non basterebbero neppure infinite pagine di un qualunque libro o programma. Voglio farvi capire che non tutto ciò che consideriamo ostico lo è realmente: magari leggermente impegnativo ma niente di più. Non lamentiamoci se non riusciamo a compiere qualcosa poiché una volta ci è andata male ma le altre, anche se non tutte, ci andrà tutto quanto bene. Sarebbe da distinguere anche la differenza sottilissima tra i concetti di bene e male a riguardo di un successo o di una sconfitta ma non ne ho il tempo, in quanto figlia della fretta e in preda ad un’ispirazione sorta come quei riccioli ribelli che amo alla follia sulla fronte di determinate persone, tale da avermi fatto rendere conto che parlarvi di questo è servito e spero non solo a me.

Quello che possiamo fare è riconoscere i doni che abbiamo e che utilizziamo scorrettamente per poterli modellare come solo noi sappiamo fare con noi stessi.

Ciao a tutti! Come procede la vostra estate?

Quanto all’articolo, come potete notare, ho divagato come sono solita fare, accennando qua e là qualche tematica senza approfondirne nessuna ma va bene così. Ancora una volta volevo mostrarvi il modo in cui rifletto, senza filtrare nessun pensiero in particolare, e spero possiate apprezzare.

THE MESS

18 risposte a "Basta."

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      1. Buongiorno carissima! 😘 Ti ringrazio tantissimo anch’io, i tuoi articoli mi fanno riflettere tantissimo sulla mia vita e mi aiutano a confidarmi, cosa che nella vita reale non riesco a fare a causa della timidezza! 😊 Buona domenica, un forte abbraccio! 🤗❤️

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  1. Teorie che non fanno una grinza, partire dal punto A e puntare dritti all’obiettivo del punto B. Bisigna però fare i conti con gli imprevisti, come direbbe un caro -e colorito- amico salernitano ” è o traggitt’ ca ta fott’ ” 🙃

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    1. Manneggia ai tragitti. Possiamo promettere a noi stessi di essere prudenti, di non andare fuori strada quando si verificano ma non è abbastanza. In realtà la soluzione è più semplice di quella che si pensa che sia: dovremmo solo essere più flessibili, non credi?

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  2. Andare a ruota libera, divagare come dici tu, è molto utile, perché serve, ci serve a prendere coscienza di ciò che ci sta veramente a cuore. Occorre andare al di là delle apparenze: dici molto bene. Certo, se non si pone impegno, è difficile: ciò che si vuole veramente va conquistato giorno per giorno. Non è fatica,o non solo, ma il riconoscimento che dove è il nostro tesoro, là è pure il nostro cuore.
    Mettersi in modo significa non vivere di sogni, ma far diventare i sogni vita.
    Grazie di queste belle riflessioni estive! Tutto si ferma,ma non la nostra capacità di superare i limiti…

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    1. Grazie a te per avermi dato ancora una volta la possibilità di confrontare il mio pensiero con il tuo. Inoltre, come ho notato in queste settimane, sembri una persona che si dà molto da fare per ottenere qualcosa, senza aspettare che caschi giù dal cielo, tenendo sempre i piedi ben saldi al suolo, ed è un bene riconoscerlo.

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      1. Grazie di cuore, carissima! Diciamo che se non si fa fatica, come diceva mio zio che allenava i bambini a calcio, non serve a niente. Le cose bisogna conquistarsele giorno per giorno. In questo c’è anche tanta soddisfazione.
        Nella tua scrittura mi piace la schiettezza, l’andare dritto al cuore della questione.

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  3. Viviamo in un mondo completamente materialistico e oggettivistico dove tutto deve avere senso e forma senza senso e forma siamo costretti a correre e ad inciampare nel tempo che è relativo e nelle ombre che ci seguono riconosciamo le nostre paure e i nostri piu’ reconditi segreti.

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