Credici sul serio

Ammiro le persone elastiche, capaci di adattarsi ad ogni minimo cambiamento nella propria vita. Ammiro quelle in grado di regolare il proprio stato d’animo, provando ad essere forti il più possibile. Ammiro la gente con i punti fissi, con la testa sulle spalle. Ammiro chi ha delle idee chiare ma, in particolar modo, ammiro chi intraprende dei rapporti veri, sani. Chi si imbarca in delle vie del genere non dovrebbe temere nulla, non dovrebbe farsi mille paranoie.

Eppure io continuo a osservare da lontano gente splendida che sta male per sciocchezze, gente che si sottovaluta, non venendo apprezzata a sufficienza. Ho visto coppie lasciarsi per degli equivoci pazzeschi, dei dubbi irrisolti, coppie che avrebbero fatto invidia a chiunque. Ho visto famiglie sfasciarsi per la mancanza di coraggio nell’ascoltare davvero l’altro, nel fare il primo passo.

Ho capito, crescendo, che non ha senso angosciarsi per cose di poco conto, fissarsi su capitoli ormai chiusi, su vicende che non portano altro che male, puro male. Con tutto questo bagaglio interiore, pensavo di essere cresciuta davvero, sconfiggendo i miei demoni, o almeno lo credevo prima di stamattina, quando per l’ennesima volta nella mia vita sono crollata su un’idiozia. La questione è questa: una persona su cui conto tantissimo a breve si trasferirà dall’altra parte dell’Italia, una di quelle persone che ti fa sorridere in qualunque momento, capace di travolgerti con la sua vitalità e di cogliere il tuo stato d’animo in un attimo, capace di farti stare bene come pochi riescono a fare, una di quelle persone che si è fieri di conoscere, un’amica eccezionale, una con la “a” maiuscola, una seconda mamma, una sorella maggiore. Io sono consapevole del fatto che continueremo a sentirci, so che non sarà un altro patto con la distanza a distruggermi ma non posso che pensare: “Perché a me?” E mi sento egoista ma allo stesso tempo credo di aver ragione. Certo, potreste dirmi: “se sono vere amicizie non si dissolveranno nel nulla”. Tuttavia, il mio ragionamento potrebbe non quadrare molto ma perché devo essere sempre io a sopportare le partenze?

Vivi con quelle persone nella stessa città per anni, ci esci diverse volte, vuoi loro del bene ma, proprio quando capisci di non poterne fare a meno, ecco che tutto si complica di brutto. Ed è a tal punto che impazzisci, ti senti una nullità per non aver trascorso tutto il tempo dovuto con l’altro. Sapete, è così che va sempre e non parlo solo di me.

Siamo tutti presi dalle nostre vite tanto da incrociare quelle degli altri per dei tempi brevissimi. C’è chi non ti lascia nulla, chi ti insegna di tutto, chi vorresti aver conosciuto prima. La loro impronta può rimanere o non farlo ma una cosa è certa: i segni che restano non vanno mai davvero via. Sono proprio quei segni che dovremmo conservare con cura nella nostra mente, che dovremmo custodire con tutti noi stessi.

Ciò che io dico sempre a me stessa è: “Facciamo il punto della situazione: è andata così questa volta ma il vissuto resterà per sempre marchiato nel tuo cuore.“. Mi sono consolata con questa stessa frase fin troppe volte, senza neppure crederci davvero ma io non desisto, io non mollo la mia presa.

Il mio nuovo motto potrebbe essere: “Non hai perso l’intera partita: sei solo al primo tempo. Adesso devi darti da fare ma non per recuperare qualche punto, bensì per rimontare. Te lo devi perché infondo te lo meriti.“.

Intanto io spero solamente di crederci, almeno per questa volta.

THE MESS

43 risposte a "Credici sul serio"

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  1. Il fatto che tu “capisci di non poterne fare a meno” di lei e della sua presenza è forse l’errore: non bisogna mai dipendere da nessuno, perché le cose possono cambiare. E bisogna saper stare in piedi anche da soli.
    Poi, ne sono certo, troverai qualcun altro che ti sarà amico… oltre a quelli che hai già.

    Non dovrai sostituire chi è partita, ma solo instaurare un nuovo rapporto. Però, anche in amore, mai dipendere dall’altro: se manca, si può solo cadere… e ci si fa molto male: è una distorsione, dipendere da qualcuno, meglio essergli accanto, ma stare in piedi da soli.

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    1. Apprezzo il tuo punto di vista e ti ringrazio per avermi in qualche modo consolato.
      Non so se il caso di cui vi ho parlato è una forma di dipendenza ma non credo lo sia; in ogni caso, hai ragione quando dici che è meglio stare in piedi da soli piuttosto che dipendere dall’altro e rischiare di farsi male.

      Detto questo, come stai? Come procede la tua vita?

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            1. Proprio come dico io 😉
              Se tutto fosse rose e fiori sarei sempre di buon umore, non distinguendo una gioia da un’altra e sarebbe una cosa abbastanza deludente. Se, invece, di tanto in tanto, ci sono dei crolli emotivi a cui seguono dei momenti di serenità, la sensazione che si percepisce è molto più gradevole.

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  2. spesso nella vita le persone migliori sono quelle che non abbiamo ancora conosciuto, con questa perla di positività direi che possiamo riassumere la bellezza del domani e non angosciarsi troppo per ciò che abbiamo perso ieri. Coraggio, vi continuerete a sentire, e magari le racconterai delle gioie del tuo domani… 😉

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    1. Ciao, sei davvero molto positivo oggi!
      Complimenti per il “le persone migliori sono quelle che non abbiamo ancora conosciuto”: non l’avevo mai pensata così. Ti ringrazio per il supporto e spero che tutto proceda nel verso “giusto” con lei (tra l’altro, ci sarebbe da chiedersi: “giusto” nei confronti di chi?).

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      1. in realtà io sono sempre positivo, da una vita. L’importante è sempre cogliere gli aspetti belli delle cose, il famoso bicchiere mezzo pieno. Pensa che da ragazzo partivo da solo anche per viaggi lunghissimi, sono andato in Spagna da solo, e sai cosa dicevo a chi mi chiedeva “ma sei solo?” Io non sono solo, sono con tutte le persone che incontro. Quell’estate conobbi centinaia di persone nuove, così è la vita, cogliere bellezza e condividerla con chi incontriamo.
        Abbracci di cuore, coraggio, guarda sempre avanti…

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    1. E che secondo tempo sia! Tifa per me, mi raccomando.
      Sul fatto della distanza fisica, ti do ragione. Sai quante persone vivono nel mio palazzo con cui ho scambiato sì e no mezza parola da quando mi ci sono trasferita? Eppure sono tutti qui.

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  3. Perdonami se scrivo senza conoscerti, ma non credo proprio tu abbia avuto un crollo per un’idiozia. E non so se sarà di conforto, ma non ho perso nessuna amicizia per colpa della distanza. C’è un’amica che vedo ogni due anni e mi sembra sempre che sia passata una settimana dall’ultima volta. La distanza fa paura e cambia la nostra quotidianità, ma non determina la fine dei rapporti importanti.

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    1. Ciao, non devi assolutamente scusarti con me.
      Malgrado tu non la pensi così, posso dirti che sei di conforto e anche tanto.
      Anch’io ho un amico che vedo qualcosa come una volta all’anno e accade ciò che testimoni anche te ma ho paura che questa volta possa essere diverso, non perché il rapporto non sia già ben consolidato ma semplicemente perché in questi mesi sono più insicura che mai.
      Ti ringrazio per aver letto il mio articolo e mi auguro che tu possa leggerne tanti altri.
      Buon proseguimento di giornata!

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  4. I cambiamenti drastici richiedono tempo per essere accettati. Io purtroppo li gestisco malissimo anche quando sono microscopici per via della Sindrome. Sono pienamente d’accordo con il tuo pensiero. Una persona se tiene davvero a te ti cerca a prescindere dalla distanza che vi separa 💓

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  5. Io vorrei tanto essere come le persone del primo paragrafo di questo post… E invece non sono affatto così…

    Io credo di soffrire di ansia da separazione, quando le persone escono dalla mia vita mi rubano sempre un pezzettino di cuore

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    1. Tu credi di essere diversa dal tipo di persone descritte nel primo paragrafo ma probabilmente non è così. Chi lo sa, forse sei come loro o anche meglio di loro e non devi sottovalutarti. Anch’io soffro incredibilmente tanto quando qualcuno esce o si allontana dalla mia vita, quindi non saprei proprio cosa consigliarti di fare. Ti dico solo che, per quanto emozioni negative di tale portata possano provare a travolgerci, non avrebbero alcun successo se noi affrontassimo il dolore. Mi spiego meglio. Accettare e basta la situazione o chiedersi come mai queste cose succedano solo a noi non sono delle soluzioni soddisfacenti. Bisogna andare avanti e so che in tanti lo dicono ma è necessario. Non bisogna andare avanti solamente a parole ma credendoci, convivendo con la sofferenza e trovando dei rimedi, dei piccoli compromessi. Io non ho ancora ottenuto delle vere risposte, non ho ancora terminato il mio percorso verso la felicità ma spero di essere sulla strada giusta, così come mi auguro che tu possa rialzarti del tutto.

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      1. Ti ringrazio per questa risposta… Io credo di essermi fermata e di stare temporeggiando… Forse non sono pronta per cercare la felicità, oppure sono troppo stufa di soffrire… Non riesco ad essere ottimista… Credo che le cose potrebbero peggiorare quindi tollero la situazione… Scusami, sta sera galleggio nel pessimismo

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        1. Non preoccuparti per il “pessimismo”: ognuno ha i propri momenti “no”; non devi fartene una colpa. Non puoi dire di non essere pronta: può essere che tu non ci abbia provato abbastanza o, come hai detto, che tu ti sia bloccata per paura di cosa potrebbe accadere in seguito. Tuttavia, ascoltami. Se vivi con la paura del “potrebbe andare peggio”, non ti godi nulla perché pensaci: se resti in questa situazione non concludi niente e ci stai sempre male, se ci provi e va male è un conto ma se ci provassi e andasse bene? Se ci provi almeno una minima gioia potrebbe esserci, non credi?
          Scusa se sono troppo logorroica, davvero.

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  6. Sorry to hear that your friend is moving. I understand how you feel. My hope is that you will continue to find ways to nourish your connection or at least grow individually. I agree with you, you did not lose the whole game. And the most important part is that you played, and will keep playing. This gives you the best chances of winning, if not now then eventually.

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  7. Ciao! Ti capisco.. anche se sono sempre stata io quella che parte, la cosa non cambia. Ad ogni modo non ho mai perso una vera amica a causa del mio trasferirmi. Anzi, a volte i rapporti diventano ancora più profondi e veri. ..e poi che festa e che gioia quando ci si rivede finalmente dopo tantissimo tempo!

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    1. Eccoti! Quindi diciamo che in un certo senso hai vissuto la mia stessa esperienza. Ti ringrazio per l’incoraggiamento e spero davvero che proceda tutto per il meglio. Io sono molto fiduciosa, come anche tu, vedo.
      Tuttavia, posso dirti che trasferendosi molte persone si allontanano ed è questa la mia preoccupazione. Mi spiego meglio: due anni fa, mi sono trasferita in una città vicina a quella in cui vivevo prima e i miei rapporti di amicizia “storici” si sono ridotti al minimo in quanto a numero, quindi non saprei che dirti. Però forse una cosa l’ho capita: le persone che sono rimaste sono quelle con cui ho un rapporto più vero e profondo. Grazie per la riflessione, un bacione 😉

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  8. Vorrei dirti che sarete amiche per sempre, malgrado tutto, nonostante tutto.
    Ma soprattutto vorrei dirti che non cambierà nulla.
    Vorrei cantarti che “la lontananza sai, é come il vento, spegne i fuochi piccoli ma accende quelli grandi”.
    Ma non ho più l’età per mentire (occorre una ottima memoria e invecchiando ahimè, la memoria decade..) e non credo che tu abbia l’età per credere ancora nelle favole. (che cmq, qualsiasi età si abbia, é sempre una strada pericolosa..).
    Perciò ti dirò la verità (ma poi esiste La Verità?? 😉)
    Resterete amiche? Certo. Basterà che il tuo concetto di amicizia si arricchisca di nuovi significati. Sarete quelle amiche che sono anime affini e che possono anche non vedersi x anni, ma poi, quella volta che si vedono, riaffiora immediata l’affinità d’anima. Molto bello… Momenti come gemme preziose da incastonare. Splendidi camei.
    Ma la vita è quotidianità. E non si può restare sospesi in attesa del prossimo momento magico..
    Dice Frida Kalho a proposito dell’amore lontano (e L’amicizia non è forse Amore??):

    “Non si può amare solo con la voglia di amare.
    Con il voler amare.
    Con il voler restare.
    Con il crederci.
    Con io lo amo.
    Perché poi non basta.
    Non regge.
    L’amore non basta per amare.
    Bisogna che ci sia la storia, per amare.
    La vita, per amare.
    Non bastano le parole, per amare.
    Neanche quelle giuste, bastano.
    Neanche le parole d’amore bastano per amare.
    Dobbiamo fare una passeggiata.
    Dobbiamo cenare insieme.
    Leggere un giornale.
    Andare a fare la spesa.
    Fare una cosa insieme.
    Che sia nostra.
    Che siamo noi.
    Io e te.
    Non basta fare sesso per fare l’amore.
    Anzi.
    Ci vogliono i baci.
    Ci vuole anche solo stare con la fronte appoggiata alla fronte.
    Per amare ci vuole una storia. Da vivere. Vissuta.
    Ci vuole tempo.
    Non puoi non esserci mai.
    Per amare ci vuole una storia. Da fare e raccontarsi.
    Non puoi non aver voglia di parlare.
    Non puoi parlare sempre.
    Una storia da fare insieme.
    Non puoi trovare tutto pronto.
    Arrivare quando tutto è fatto.
    Io amo solo chi fa la giornata con me.
    Chi fa la vita con me.
    Chi fa la spesa con me.
    Chi fa una passeggiata con me.
    Chi fa tempo con me.
    Chi fa storia con me.
    Non amo se no.
    Amo solo chi sa stare tutto con me.
    Chi parla con me.
    Chi torna da me.
    Chi chiama per non dire niente.
    Chi mi bacia la testa, tra i capelli, passandomi vicino.
    Chi mi porta i capelli indietro.
    Io non le voglio le romanticherie.
    Voglio le cose che sono nella mia giornata.
    Voglio che sono con te.
    Fatte con te.
    Raccontate a te.
    E poi ti racconto le cose solo mie.
    Che faccio io.
    Entro e esco dalla tua vita.
    E tu dalla mia.
    Come l’ago che cuce .
    Come l’ago che per unire, entra e esce.”

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    1. Ciao, ti ringrazio tantissimo per avermi fatto riflettere. Cerco di rispondere a dovere, anche se non so quanto potrò essere esaustiva. Partiamo dal presupposto che il “per sempre” è solo un’esagerazione (secondo me ovviamente). Per quanto riguarda il concetto di “amicizia”, sì, come tu dici, bisognerebbe svilupparlo per trovarsi a proprio agio in situazioni come questa e spero di riuscirci.
      Ho adorato la citazione presa da Frida Kalho: devo ammettere che, oltre alle parole e al significato delle stesse, mi ha attratto la semplicità, l’immediatezza con cui il messaggio arriva dritto al cuore.
      Ci tengo a scusarmi per averti risposto solo adesso ma in questi giorni non mi sto collegando molto sul blog.
      A presto 😉

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    1. Ciao tesoro mio! Sì, vedo l’orario ed io stavo beatamente dormendo quando hai commentato. Sono felice che tu abbia riletto l’articolo, anche se già te lo lessi in anteprima.
      Non piangere troppo, mi raccomando, sia pure per la felicità.

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