Mi concedi la tua fiducia?

Farsi aiutare non è così terribile come si pensa e a dirlo sono proprio io, una persona testarda fin dentro le ossa.

Stamattina c’è stata una circostanza che mi ha fatto comunicare davvero con i miei genitori, i quali hanno subito iniziato a darmi consigli di tutti i tipi, benché io ragioni completamente all’opposto rispetto a loro ma questo è un altro conto. In principio, mi è sembrato tutto assurdo: volevo cavarmela come sempre da sola… ma a che pro? Perché continuare a respingere gli altri? Perché chiedere consigli alla gente sapendo già in partenza che non ne coglieremo nemmeno un minuscolo aspetto?

Quando si chiede “aiuto”, ci si potrebbe sentire spesso e volentieri in imbarazzo ma non per il gesto da supportare, bensì per orgoglio.

Eppure, oggi mi sono sentita talmente libera da non crederci quasi. Questo senso di leggerezza, tuttavia, è stato fugace in quanto, dopo qualche minuto, mi sono ritrovato a spiegare tutto ad altre due persone fidate che hanno contraddetto sia il mio parere che quello dei miei genitori: ed eccoci di nuovo al punto di partenza. Non avrò risolto granché ma almeno non mi sono tenuta tutto dentro , il che è davvero un grande balzo in avanti.

Parlando di voi, con voi: vi è mai capitato di sentire la necessità di parlare con qualcuno di un argomento, aver avuto a disposizione tante persone pronte ad ascoltarvi ma non esservi dati da fare per risolvere sul serio i vostri drammi?

Probabilmente, leggendo queste righe, la questione dell’aiutare gli altri potrà apparire come semplice ma non lo è affatto: ve lo assicuro. Dunque, se tra qualche istante vi andasse di continuare a leggere, sarei onorata di illustrarvi qualche piccola dritta che potrebbe tornarvi utile.

Punto primo: non tutti hanno il dono di starci vicini. Non si tratta solo di saper ascoltare o di proferire parole piacevoli, quelle che vorremmo sentirci dire. Stare vicino a qualcuno è interpretare, comunicare con l’altro e, a tal proposito, sarebbe più conveniente se esistesse solo il linguaggio verbale; purtroppo o per fortuna, invece, esistono le espressioni, la voce, i gesti, gli occhi ed è da qui che si evince o meno la bravura del “confidente”.

Punto secondo: non si può programmare un “aiuto” e non lo si deve assolutamente rinviare. Le vere “rocce” su cui dovremmo contare sono quelle che si danno da fare in qualsiasi momento. Quelle persone sono le stesse che interrompono all’istante le proprie azioni per dedicarsi a te: prendono una pausa bella lunga dallo studio, camminano piuttosto che prendere dei comodi mezzi pubblici solo per starti ad ascoltare, si allontanano dalla tv durante il proprio film preferito ma potrei continuare all’infinito senza alcun problema.

Punto terzo: non fidatevi dei discorsi troppo filosofici, degli uomini vissuti, di chi parla di sé per introdurre l’argomento ma anche di chi è troppo sbrigativo. Se possibile, guardate negli occhi l’altro, spogliatevi dai vostri timori e provate a non far interferire il vostro parere con il consiglio datovi.

Punto quarto: se siete dalla parte opposta, da quella di chi aiuta, non esaltatevi, non pretendete di risolvere tutto in fretta e furia. Sappiate anche che dovreste solo dare la spinta all’altra persona: trovare una soluzione immediata senza far ragionare il vostro amico è terribile, forse anche peggio rispetto al tenersi tutto dentro.

Punto quinto: come ultimo gesto, ma non per importanza, ricordatevi di capire quando l’altro è in difficoltà, anche se apparentemente non sembra che lo sia. Non siate ciechi dinanzi a dei sorrisi finti, dinanzi al “va tutto bene” forzato, dinanzi a chi cerca abilmente di evitare l’argomento. Chiaramente non vi sto dicendo tra le righe di obbligare l’altro a sputare il rospo, anzi. Piuttosto, imparate a capire quando la necessità di aiutare e di essere aiutati c’è o meno, mantenendo sempre una certa leggerezza, senza alcuna costrizione.

Siate luce; di nebbia ce n’è già troppa e direi che stiamo apposto così.

Siate dei veri amici, persone di cui ci si può fidare. Siate genitori che ascoltano i propri figli. Siate delle ottime “dolci metà” senza limitarvi ad essere dolci e basta: a quello ci pensa già il cibo.

Siate empatici perché l’empatia salverà il mondo: ne sono certa oramai.

Un bacione grandissimo a tutti voi e a presto!

THE MESS

21 risposte a "Mi concedi la tua fiducia?"

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  1. secondo me il miglior modo per aiutare gli altri non è dargli consigli ma mostrargli un ventaglio di scelte con annessi pro e contro. Aiutarlo a fare chiarezza senza volerlo esonerare dalla sua responsabilità e libertà di autodeterminare la propria vita

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  2. Ciao! Bellissimi consigli, condivido completamente! Mi rivedo molto nelle tue parole, a volte mi vergogno a chiedere aiuto perché temo di disturbare il prossimo…ci sono momenti dove sento di non poter superare un ostacolo con le mie sole forze. Dopo un po’ mi faccio coraggio e chiedo ai miei amici e/o parenti un’opinione o un consiglio, che mi fa riflettere e mi fa stare un pochino meglio, anche se qualche volta, dopo i consigli, non sempre riesco a risolvere i miei piccoli drammi…😊

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    1. Ciao, grazie mille per il supporto!
      Guarda, mi succede lo stesso. Io, come ho scritto, sono una persona che non sempre chiede aiuto, anzi quasi mai: diciamo che preferisco cavarmela da sola perché non so fino a che punto gli altri potrebbero aiutarmi ma, a volte, serve confrontarsi con qualcuno, anche solo per capire dove stiamo sbagliando, in punti in cui magari noi non ci vediamo nemmeno niente di male.

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  3. Forse l’hai dato per scontato, ma essere sinceri è una questione prioritaria in quei frangenti, sia per chi, vuota il sacco, sia per chi offre sostegno. 😉

    Sì, mi ci sono trovato alcune volte nella situazione di chiedere aiuto. E l’orgoglio è ormai una fugace ombra… Ed è una cosa molto positiva 😁

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  4. in gioventù ero spesso pronto ad aiutare il prossimo, molte ragazze si confidavano con me, proprio perché capivano che potevano fidarsi e che avrebbero trovato le risposte che cercavano. Negli ultimi anni invece preferisco viaggiare da solo e colmarmi di emozioni, senza dover ascoltare o dare consigli, preferisco vivere la giornata tutta per me.
    Il mio blog in questo parla chiaro 😉
    Buona domenica, saluti dalla Valle D’Aosta dove sto trascorrendo il wek end, seguimi anche su instagram… 😉

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    1. Ciao! Con piacere ho letto ancora una volta attraverso il tuo commento, immaginandomi chi tu sia realmente. Mi trasmetti come sempre troppa serenità (che non è mai abbastanza ahahah)
      Buon proseguimento di giornata e, appena ci vado, ti seguo subito su instagram!

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  5. Alle volte piace crogiolarsi e chiedere pareri serve a prolungare quella sorta di limbo in cui ci si sente sospesi. Perché, in fondo, anche in una situazione dificilmente gestibile, si sente il bisogno e il rifiuto degli altri per affermare se stessi. Non so se sia comune a tutti, ma a me è capitato così. Tutto si scioglie poi al suono della parola amica.

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        1. Sono proprio le persone come te a motivarmi e non lo dico per renderti felice o cosa: è la verità. Io adoro scrivere di mio, non riuscirei mai a smettere di scrivere ma sono tanti i giorni in cui sono demotivata, in cui penso di non avervi coinvolto abbastanza, sempre tenendo in considerazione il fatto che scrivo prima di tutto per me stessa. Invece poi, all’improvviso, leggo i vostri “grazie”, le vostre critiche costruttive, i vostri racconti di vita quotidiana e siete così veri.

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