L’angolino notturno

Spalanco gli occhi. Mi guardo intorno ma non riesco a distinguere le figure che si prospettano dinanzi ai miei occhi, dunque li stropiccio ma mi ci vuole qualche istante prima che le mie palpebre si aprano quel tanto che basta per permettermi di affrontare il buio ed abituarmici. Fino a pochi minuti fa, stavo dormendo profondamente, tanto da ipotizzare che non sarei mai stata svegliata, fosse pure da un cannone. Invece no, non è andata come avevo previsto: il tonfo assordante di un oggetto che si schianta immediatamente sul pavimento mi ha tagliato via dal mondo dei sogni della cui esistenza mi stavo beando. Sporgo la testa ancora indolenzita fuori dal letto con estrema lentezza e, guardando in basso, noto la lavagnetta che, appena un mesetto fa, ho appeso al muro; stranamente non è rotta, o almeno così sembra da lontano. Decido che sistemerò tutto domattina e mi giro sul fianco destro in posizione fetale, tentando di recuperare il sonno ma non accade ciò in cui tanto spero. Allungo la mano fino alla mensola in alto a sinistra rispetto al mio letto e afferro, dopo aver toccato almeno altri tre oggetti, il mio telefono. Così punto lo sguardo in direzione dello schermo e per poco non mi acceco. Rifletto tra me e me: “Per quale motivo mi ostino a non abbassare la luminosità, lamentandomi allo stesso di quanto poco dura la batteria?”. In ogni caso, ancor prima di poter fornire una risposta al quesito, tale pensiero viene subito cancellato dalla mia testa e, ormai sapendo che sono le 4.00 del mattino e che quindi non ritroverò facilmente il sonno, avendo dormito già parecchie ore, mi metto a giocare su un’applicazione scelta a caso da quelle che ho sul telefono. Tuttavia, ben presto mi annoio; allora provo a pensare ad un modo migliore per occupare il tempo ma senza fare troppo rumore, provando a non svegliare i miei genitori. Mi viene un’idea e rapidamente recupero le forze. Ancora circondata dalle mie coperte, allungo la mano sinistra, andando sempre alla cieca, alla ricerca di un lume, costituita da una lampadina impiantata in un barattolo sponsorizzato dalla Nutella. Quando finalmente raggiungo il mio obiettivo, controllando che la porta sia chiusa, batto un pugno bello forte sul coperchio e riesco a godere della vista notturna della camera: è da notare come io mi sorprenda per poco in questo periodo. Ormai padrona della situazione, lascio che i miei occhi vadano pure alla ricerca del libro che preferiscono. Il mio sguardo si posa, prima di tutto, su alcuni fantastici origami che mi sono stati regalati tempo fa. Incomincio a giocarci come se fossi ritornata ad essere una bambina ma, dopo qualche istante, mi stanco e mi rigetto a capofitto tra le coperte, afflitta poiché anche la voglia di leggere mi è ormai passata. Stanotte non so proprio dire di cosa io abbia voglia: è vero, non sono la persona più sicura di questo mondo ma non ci metto mai troppo a prendere una scelta, di qualunque tipo essa sia. Sollevo di scatto tutto il mio corpo e lo spingo verso il muro su cui ho appeso una dozzina di fotografie. Incomincio a fissarle ad una ad una e i più svariati pensieri affollano la mia mente, impossessandosene, senza che io possa avere il pieno controllo su di essa. Guardando una foto in particolare, in cui mi trovavo nella mia vecchia casa, sento il bisogno di sedermi sul pavimento a gambe incrociate, come spesso ero solita fare lì, di notte, quando ero più piccola e non riuscivo ad addormentarmi. In quei casi, il rimedio era una buona lettura o consisteva nell’ascoltare un brano qualsiasi tratto dalla mia playlist sul cellulare. A dire la verità, io sono una persona molto freddolosa, dunque avrebbe dovuto crearmi molti problemi l’appoggiarmi sul suolo, quel suolo che ricordo essere gelido, abitando ai primi piani di un palazzo; malgrado ciò, non ho mai compreso il motivo per cui così non fosse. La notte è magica quando riesci a godertela in tranquillità, anche se il tuo sonno viene disturbato e ti svegli di cattivo umore. Avete idea di quante cose si possano fare di notte, cose che di giorno non potremmo fare a causa di quella che noi chiamiamo “mancanza di tempo”? Tornando a parlare di stanotte, ancora inspiegabilmente con il fervore nel corpo, appoggio la schiena all’angolo tra due pareti e guardo in alto: dapprima presto la mia attenzione, ancora una volta, alle cornici variopinte ma ben presto è la presenza di persone che non vedo più con assiduità ad incupirmi. Faccio finta che nulla sia accaduto e mi soffermo, invece, su tre in particolare che mi infondono serenità. Mi ritrovo a sorridere, con il cuore che pulsa forte ad un ritmo che riesco quasi ad identificare e chiudo gli occhi: perfino così riesco a percepire i colori, le emozioni; è come se le immagini quasi mi si avvicinassero. L’ultima cosa che ricordo di questi momenti vissuti prima di svegliarmi spaparanzata sul pavimento la mattina successiva è la caduta di alcuni ciuffi ribelli sulla parte destra del mio volto, il che mi infastidisce ma allo stesso tempo contribuisce nel farmi addormentare, quasi sicuramente avendomi oscurato la visuale per una buona parte del volto. Non ho nemmeno il tempo di constatare che, in realtà, sarebbe meglio ritornare nel mio letto, che crollo all’istante. Con una buona probabilità il giorno dopo mi sarei svegliata con il corpo freddo ma perlomeno di buon umore.

Bene, siamo giunti al termine di questa mia brevissima digressione. Ho voluto riportarvi quanto accaduto solo qualche giorno fa per darvi un’idea del mio modo un po’ bizzarro di vivere di notte. Questa volta, al posto di leggere un buon romanzo o inviare un messaggio qualcuno, è andata un po’ diversamente, il che mi ha colpito. Spero solo di non avervi annoiato troppo. Fatemi sapere se, in futuro, vorreste altri articoli in cui parlo della mia vita quotidiana ma informatemi anche, se vi va, su come state occupando il tempo in queste giornate a casa. Inoltre, ci tengo a farvi presente che non ci si annoia mai davvero, anche se si è perennemente rinchiusi in uno stesso ambiente. Cogliete ciò che di meglio potete in ogni circostanza, createvi sempre il vostro piccolo angolino segreto in cui potervi rifugiare in momenti di indecisione sul da farsi. Vi porto tutti nel mio cuore, un abbraccio e a presto!

THE MESS

15 risposte a "L’angolino notturno"

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  1. Interessante nottata! A volte mi capita di svegliarmi prima della previsto e anch’io cerco di inventarmi cosa fare per passare le ore (una o due) fino al momento della sveglia: spesso faccio quello che avrei fatto, ma con mooolta lentezza, così da far passare il tempo; altre mi porto avanti e, nel tempo avanzato mi butto sul divano a guardare una puntanta di qualche serie TV…

    Al momento, a parte la solita routine ridimensionata, ho molto tempo: leggo molto (più su blog che libri, per la verità) e scrivo molto (idem come sopra)… però è vero: si riesce anche a non annoiarsi! 🙂

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    1. Ciao, mi fa piacere sentirti! Spero tu stia bene. Ti ringrazio per il pensiero e sono entusiasta che anche tu ti stia rilassando un po’ in questo periodo. Per la lettura e la scrittura, io purtroppo non posso dire altrimenti: benché io abbia molto tempo, è come se, più di un certo intervallo di tempo, non riuscissi a concentrarti. Sarà semplicemente dovuto allo stress per l’università, niente di preoccupante, in ogni caso.
      Un saluto caloroso e a presto!

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  2. Mi rivedo moltissimo nel tuo racconto,davvero interessante! Io la notte quando non riesco a dormire scrivo o disegno (la mia vitale valvola di sfogo),mi capita molto spesso che non riesco a dormire perché mi viene l’ispirazione per creare qualcosa proprio la notte,che strana la mente! 😆 durante le giornate trascorse a casa non mi capita di annoiarmi poiché sto sempre disegnando,scrivendo storie e poemi,scrivo sul mio blog (adoro),poi faccio lunghe telefonate con i miei contatti,messaggi,navigo sul web,guardo video su YouTube,la giornata trascorre piuttosto in fretta! 🥰

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  3. sai leggendoti era come se fossi con te in quella stanza, col pavimento freddo e i ricordi alle pareti. Ci sono emozioni ancestrali e spontanee che non hanno bisogno di età o situazioni per emergere, lo fanno e basta, con la delicatezza di un sogno che nasce fra la maturità di una parola nuova….
    La mia vita da quarantena procede fra documentari, tantissimi musica, qualche film e letture varie, insomma direi che ci sto quasi bene in questa reclusione…
    A parte gli scherzi, speriamo finisca presto questa tragedia umanitaria.
    Un caro saluto, sei davvero simpatica 😉

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    1. Grazie davvero. Mi stai facendo sentire molto bene, sapendo di aver trasmesso qualcosa: d’altronde, è proprio questo il mio obiettivo.
      Parlando di te, ammetto che te la stai passando bene, insomma, no?
      (Grazie anche per il complimento personale, ti saluto calorosamente anch’io!)

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  4. Bella!!

    Succede anche a me, qualche volta.. Adesso mi giro sul fianco e accarezzo il mio amore che dorme accanto a me, altre volte invece inizio a farmi viaggi mentali.

    Nella casa dove sono cresciuta mi capitava spesso di girare per la casa in ascolto di tutti i rumori possibili, la casa di notte produce un silenzio confusionario e assordante…

    CatCat

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    1. La questione delle carezze al tuo “amore” è davvero molto carina, si nota anche solo da questo quanto tu ci tenga.
      Quei rumori di cui ti parli sono assurdi, a volte addirittura spaventosi ma sono gli stessi che mi rendono viva anche di notte, sapendo che il mondo intorno a me non è del tutto fermo in quelle ore e me ne accorgo anche solo da un fruscio del vento, da un ramo agitato dallo stesso. Spero di tornare in contatto con la natura al più presto.
      (Scusa per la digressione ma non potevo farne a meno ahahah)
      Un saluto!

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