È tutto nella nostra testa

Quello della vita è un dono meraviglioso. Talvolta non ce ne rendiamo conto, non riusciamo a comprendere quanto siamo fortunati ad essere nati, quanto le nostre madri hanno faticato per farci venire alla luce, quanti sacrifici sono stati fatti per noi. Dovremmo essere grati di quello che abbiamo, anche se poco o meno di quello che ci si può aspettare.


La vita non è un ciclo di continue punizioni, quella cosa che va alla grande per alcune persone e decade in modo disastroso per altre. No, non è affatto così. Ogni singola vita merita di essere vissuta, malgrado a volte ci possano essere molteplici difficoltà, anche più grandi di noi. Tuttavia, non dobbiamo pensare a queste come la nostra vita complessiva. Essa è fatta di tanti piccoli momenti, tra cui sicuramente almeno qualcuno sarà stato degno di essere ricordato in modo positivo, anche durato un attimo. Scaviamo a fondo nelle nostre menti, sforziamoci di accennare un sorriso anche quando vorremmo solo metterci le mani nei capelli e continuare a piangere senza sapere quando finiremo di farlo.


A proposito di lacrime, parlo ora in particolar modo agli adolescenti, quante ne abbiamo gettate via per motivi futili? Quante volte abbiamo contestato una risposta negativa dataci da nostri genitori credendo erroneamente che non volessero concederci tutto solo per cattiveria ma non capendone le vere ragioni? Quanti i pareri altrui che ci hanno ferito, impedendoci di continuare a vederci per come siamo ma rimanendo inerti in un’etichetta? Quante volte abbiamo provato a cambiare taglio di capelli, trucco, abiti di ogni tipo, talvolta anche solo imitando qualcun altro, non essendone consapevoli? Penso a tutte quelle persone con disturbi alimentari, che non riescono ad andare oltre la loro percezione della realtà.

Penso alle cause dei loro problemi, senza voler incolpare niente e nessuno. E mi ritrovo a pensare che ancora una volta è tutto nella nostra testa, è tutto nelle lotte che dobbiamo affrontare ma che non vinciamo da subito, non tanto per fragilità quanto per paura di come sarebbe la propria vita se, ad esempio, non si riuscisse a dimagrire “abbastanza”, se non ci si sistemasse anche troppo allo specchio senza volerlo, non si continuasse ad avere le proprie passioni, i propri obiettivi, talvolta anche forzati.


Il semplice fatto di continuare a svegliarsi ogni giorno, avere l’opportunità di crescere, di notare dei piccoli cambiamenti in noi, di poter conoscere, di poter essere anche minimamente liberi di agire dovrebbe farci sorridere e ringraziare di quello che possediamo.


Sin da quando ero piccola, i miei genitori hanno cercato più e più volte di farmi capire quanto fosse importante che stessi bene io prima di affrontare il mondo esterno, quanto fosse importante l’educazione sia a livello di buone abitudini che a livello scolastico. Mi hanno insegnato anche che chiudermi nella mia stanza e piangere senza superare un piccolo fallimento non serve a niente: bisogna andare oltre, imparare da quell’errore, aver coraggio di affrontare la realtà.


Proviamo a lamentarci di meno sul fatto che “tutto” accada sempre a noi, magari diamo meno consigli agli altri e più a noi stessi o meglio, facciamo tesoro delle parole che consegniamo ai nostri amici e crediamoci davvero, aiutiamo noi stessi.


Inoltre, ci tengo a dire che non è sempre tutto rose e fiori. Quando i veri muri vengono costruiti di fronte a noi e dopo aver provato e riprovato a salirli abbiamo fallito, sì dobbiamo continuare sempre a lottare ma cerchiamo anche di capire che non possiamo nemmeno utilizzare tutte quante le nostre forze per il combattimento. Chiaramente non ci si deve arrendere troppo ma quello che voglio comunicarvi è che, in certi casi in cui c’è poco da fare, bisogna anche un minimo accettare la condizione, e parlo di situazioni realmente al limite del possibile.


Tornando al mio pensiero sulla vita, ritengo che essa sia un concetto astratto proprio per abituarci al fatto che non sono solo le cose materiali a poterci rendere felici. Mi rendo conto che i tempi stanno cambiando, essendo anch’io partecipe alle novità tecnologiche, tanto per fare un esempio facilmente comprensibile. Riguardo a queste, non dico affatto di non utilizzarle perché sarei un controsenso vivente né dico di utilizzarle molto di meno, anzi credo che, mentre le utilizziamo, dovremmo un attimo riflettere anche ai risvolti positivi della tecnologia, al fatto che siamo fortunati anche per esserci evoluti in questa direzione.


Dunque, se c’è una cosa che possiamo fare, è perlomeno non permettere alla nostra testa di affibbiarci altri problemi se ne abbiamo già alcuni, apprezzare le piccole sorprese giornaliere, vivere in attesa del domani, perché è bello sapere che qualcuno ha voglia di vivere, di crescere, anche di migliorarsi, di potersi scusare con se stesso e con gli altri dei propri errori, di alimentare le proprie passioni o realizzare i propri sogni. Se in noi la linfa vitale manca, viviamo sì ma non del tutto, ci priviamo noi stessi già in partenza di qualcosa di cui poi sentiremo la mancanza sotto altre forme. E poi andiamolo a trovare qual era il motivo da cui è scaturito tutto, passiamo del tempo ad interrogarci quando, invece, potevamo evitare di vivere in quel determinato modo.


Poi, per tutti quelli che pensano che il male, le circostanze negative non debbano esserci per nulla, vi sbagliate. Chi ha mai detto la vita è solamente formata da “giorni sì”? Ci siamo mai chiesti come notiamo quei giorni positivi, come mai ci rendiamo conto noi stessi di aver avuta una bella giornata rispetto ad un’altra? Questo succede perché esiste anche la caduta, la nuvola nera che per un istante ci tormenta senza un’apparente ragione, ed è proprio vincendo ciò che possiamo risalire. So che è una frase fatta fin troppo nota, un po’ modificata ma per nulla originale, pero’ mi sembra perfetta come conferma ulteriore delle mie parole: è dopo aver toccato il fondo che si apprezza maggiormente il viaggio verso la superficie.


Probabilmente non vi conosco ma non ha importanza, magari avremo tempo in questa vita per farlo. In ogni caso, io vi auguro di accorgervi dei momenti più gioiosi e di esserne grati il più possibile. Grazie.

THE MESS

6 risposte a "È tutto nella nostra testa"

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  1. Pensieri molto positivi. Anch’io da adolesce te ne avevo tanti di pensieri positivi e sogni e progetti. Molti li ho realizzati e altri no. Si cresce e si vive. Si entra nella realtà e cambia tutto. Spero che voi restiate così anche da adulti. Perchè il difficile è proprio questo, restare attivi dentro di sè e non farsi seppellire dalle delusioni. Voi credo che siete su una buona strada. La scrittura aiuta molto a restare operosi.

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